Libia. Aerei egiziani bombardano gli islamistiTribuno del Popolo
domenica , 26 marzo 2017
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Libia. Aerei egiziani bombardano gli islamisti

Aerei da guerra egiziani hanno martellato le posizioni degli islamisti a Bengasi e in altre località dell’Est della Libia, come confermato da Associated Press. La Libia si sta velocemente trasformando in uno dei tanti luoghi scelti dagli islamisti per installare il loro potere, col risultato che sarebbe una rampa pericolosa per pianificare attacchi verso l’Europa e l’Italia in particolare. 

L’esercito egiziano avrebbe effettuato diversi raid aerei contro le postazioni jihadiste nell’Est della Libia come confermato da alcune fonti anonime del governo egiziani all’Associated Press. Proprio nell’Est della Libia infatti i miliziani jihadisti hanno preso il sopravvento e hanno cominciato a rappresentare una seria minaccia per il debole governo di Tripoli, assolutamente incapace di riportare sotto il proprio controllo il Paese, ormai diviso tra tribù in armi che si contrastano. Gli attacchi, che avrebbero riguardato anche la città di Bengasi, non sono stati verificati ufficialmente ma hanno trovato diverse conferme e sarebbero parte di una campagna più ampia dell’Egitto che potrebbe durare dai tre ai sei mesi per debellare le bande jihadiste, in alcuni casi federatesi con l’Isis. Almeno nove persone sarebbero rimaste uccise a seguito di questi attacchi e il portavoce del presidente egiziano Al-Sisi, tale Alaa Youssef, ha preferito negare il coinvolgimento degli aerei egiziani nei bombardamenti. Gli attacchi aerei sono stati richiesti dall’amministrazione della Libia, l’unica riconosciuta a livello formale dalla comunità internazionale, che ormai non riesce a estendere il suo controllo nemmeno più per le strade di Tripoli. Diverse fonti hanno anche segnalato come ben presto verranno mandate sul campo truppe libiche di recente addestramento nel tentativo di arginare il potere delle milizie islamiche, sempre più potenti e pericolose. L’Egitto dal conto suo è uno dei paesi che da anni combatte soprattutto in casa propria contro il terrorismo islamico e Al-Sisi ha utilizzato il pugno di ferro dell’esercito per annichilire i gruppi di miliziani islamici presenti nel Paese e legati a vario livello con i Fratelli Musulmani, dichiarati illegali e incarcerati. C’è però confusione su quanto successo nei giorni scorsi in Libia, con un avvocato libico, Tarew al-Jourshi, che ha rivelato che i velivoli sarebbero stati presi in affitto dalla Libia e guidati da piloti libici, ma anche in questo caso non è possibile trovare conferme. Anche gli islamisti hanno accusato l’Egitto di aver bombardato le loro postazioni e sostengono di avere diverse foto degli aerei egiziani e sostengono di venire martellati notte e giorno. Il governo centrale, ora rifugiatosi a Tobruk, continua a rimanere sotto scacco a causa delle milizie islamiche che, dopo aver ricevuto armi e potere nello scontro contro Muammar Gheddafi, oggi non vogliono saperne di abbandonare le armi e hanno dato avvio a un terribile tutti contro tutti all’interno del quale si sono inseriti anche i sostenitori dello Stato Islamico.

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