Libia ancora nel caos. Usa spostano 500 marines a SigonellaTribuno del Popolo
lunedì , 29 maggio 2017
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Libia ancora nel caos. Usa spostano 500 marines a Sigonella

Nuove violenze in Libia dove ieri un’autobomba è esplosa a Bengasi uccidendo quindici persone tra cui molte donne e bambini. Il Pentagono ha quindi deciso di spostare 500 soldati dalla Spagna alla base di Sigonella in modo da intervenire in caso di nuovi attacchi. 

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Libia ancora nel caos. Ci hanno raccontato che una volta abbattuto il regime di Muammar Gheddafi sarebbe stato il turno della “democrazia”, ma a ormai quasi due anni dalla caduta del Raìs, la situazione nel paese libico è ancora drammatica per più di un aspetto. Già l’11 settembre scorso il mondo è stato scosso dalla furia degli estremisti islamici che hanno attaccato il consolato americano uccidendo l’ambasciatore Chris Stevens e altri tre cittadini americani. Quell’incidente scatenò enormi polemiche negli Stati Uniti, facendo finire Hillary Clinton nella bufera. Anche per questo ieri, quando è arrivata la notizia di un nuovo attentato a Bengasi, gli americani hanno preso molto seriamente la cosa. Si è trattato di una autobomba che è esplosa davanti a un ospedale della città uccidendo quindici persone, tra cui molte donne e bambini. Anche per questo gli Usa hanno subito deciso di spostare ben 500 marines dalla Spagna alla base siciliana di Sigonella, in modo da avere un’armata da inviare immediatamente in Libia in caso di bisogno. L’unità è dotata degli aerei da trasporto V-22 Osprey. Si tratta di un “convertiplano” (un bi-turboelica in grado di decollare come un elicottero e poi volare come un normale aereo). La gente di Bengasi dopo l’attentato si è radunata sul luogo della strage rumoreggiando contro i miliziani islamici, gli stessi miliziani che l’Occidente ha finanziato e armato per utilizzarli come soldati contro il, “cattivo” Gheddafi.Nessuno ha rivendicato l’azione, ma secondo alcuni analisti la novità nell’attentato odierno è legata al fatto che questa volta è stato preso di mira un obiettivo civile. Altro fatto di non poco conto è che l’attacco è avvenuto in pieno giorno, e per la prima volta in una zona densamente affollata.  Si è trattato di un vero e proprio atto terroristico, come confermato dal ministro della Giustizia Salah al-Marghani. L’ombra degli estremisti islamici è calata quindi sulla Cirenaica e le autorità sembrano assolutamente incapaci di far fronte alle minacce dei miliziani. Come se non bastasse proprio i miliziani spingono per una legge che estrometta dai pubblici uffici tutti coloro che in un modo o nell’altro erano collegati al regime di Gheddafi, il che, in un Paese con sei milioni di abitanti, significa tagliare fuori quasi metà della popolazione.

D.C.

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