Libia. Assalto all'ambasciata degli Stati Uniti per film blasfemo | Tribuno del PopoloTribuno del Popolo
sabato , 27 maggio 2017
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Libia. Assalto all’ambasciata degli Stati Uniti per film blasfemo

Della Libia dopo la caduta di Muammar Gheddafi non si parla più, o quasi. Ieri però la sede diplomatica americana a Bengasi è stata letteralmente assaltata da un gruppo di manifestanti che protestavano a gran voce per la proiezione di un film ritenuto blasfemo prodotto da un gruppo di copti residenti in Usa. Ucciso un cittadino americano. 

 

Attimi di paura in Libia per l’ambasciata americana a Bengasi, la città ribelle da cui partì la rivolta contro il Colonnello libico. Ieri la sede diplomatica americana a Bengasi è stata attaccata da un gruppo di manifestanti inferociti che protestavano per la proiezione di un film ritenuto blasfemo, prodotto da alcuni copti residenti da tempo negli Stati Uniti. Mortificato il ministro dell’Interno libico, che ha subito confermato la notizia. Nell’assalto un cittadino americano è anche rimasto ucciso, un altro sarebbe stato ferito e l’edificio è stato saccheggiato in lungo e in largo. Un episodio gravissimo che rischia di scatenare un caso diplomatico se non gestito correttamente dalle autorità libiche. “Un funzionario americano è stato ucciso e un altro ferito alla mano. Il resto del personale è stato evacuato e sta bene” ha riferito il ministro Wanis al-Charef.  All’interno della sede diplomatica testimoni hanno udito distintamente diversi scambi di arma da fuoco, e anche fuori dal compound, una zona ricca di ristoranti e caffè, testimoni atterriti hanno assistito in silenzio all’assalto. Secondo fonti di sicurezza locali si tratterebbe di un episodio legato alla protesta in atto ieri all’ambasciata americana del Cairo contro un film prodotto da copti negli Usa considerato offensivo per l’Islam.  Lo scambio di colpi di arma da fuoco è stato udito per circa 45 minuti, anche se non in maniera continuata, “mentre il fumo è rimasto visibile per una ventina di minuti”. “Possiamo confermare che la nostra rappresentanza a Bengasi, in Libia, è stata attaccata da un gruppo di manifestanti”,  ha dichiarato la portavoce del dipartimento di stato Victoria Nuland prima che fonti locali dessero notizia dell’uccisione di un cittadino americano, “Condanniamo nei termini più fermi questo attacco”.  Il film proiettato è una pellicola già ritenuta offensiva da migliaia di salafiti egiziani, gli stessi che ieri sono scesi in piazza (l’11 settembre) davanti all’ambasciata al Cairo. Secondo il Wall Street Journal, il film intitolato “L’Innocenza dei Musulmani” è stato realizzato da un statunitense-israeliano, Sam Bacile, promotore immobiliare 54enne. Dopo le manifestazioni al Cairo, l’uomo ha dichiarato al quotidiano americano: “L’Islam è un cancro”. Insomma, chi semina vento, spesso non può che raccogliere tempesta. E dal momento che con queste Primavere arabe gli americani stanno di fatto traghettando diversi paesi arabi dalla laicità verso l’estremismo religioso (vedi Libia, Egitto, e quanto accade in Siria),non potranno che incolpare se stessi.

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