Libia. Divampa la guerra civile, si combatte a SidraTribuno del Popolo
sabato , 21 gennaio 2017
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Libia. Divampa la guerra civile, si combatte a Sidra

Libia. Divampa la guerra civile, si combatte a Sidra

Libia sempre più nel caos con i combattimenti per il controllo del porto di Sidra che entrano nel vivo. Si combatte anche a Sirte e in altre località del Paese con due governi e due parlamenti che si fronteggiano per il controllo delle risorse energetiche. 

Dopo la caduta di Muammar Gheddafi era per certi inevitabile che la Libia scivolasse in un periodo di instabilità endemica ma in pochi sospettavano che sarebbe stata una Libia di gran lunga peggiore della precedente. Gheddafi infatti, pur con le sue ombre, era riuscito a pacificare la Libia e a pacificarne le tribù riuscendo a controllare uno Stato che tutto sommato riusciva perlomeno a garantire i servizi di base ai suoi cittadini. Ora invece la Libia si ritrova non con uno, ma con due governi che lottano l’uno contro l’altro per il controllo delle risorse energetiche. L’epicentro attuale degli scontri in Libia è quello di Sidra, porto petrolifero molto importante dove gli scontri hanno colpito un serbatoio che ha preso fuoco. La Petroleum Guard Facility, che presidia l’area, ha attribuito l’attacco a Fajr Libia, che sostiene l’autoproclamato Governo di Tripoli. Al contrario la coalizione ha invece accusato l’esecutivo di Tobruk, riconosciuto dalla comunità internazionale. In Libia si combatte però dappertutto con ben 19 militari che sono rimasti uccisi in quel di Sirte, l’ex roccaforte dei sostenitori di Gheddafi, dove si combatte per il controllo di una centrale elettrica. Attualmente la Libia ha due governi e due parlamenti a partire dall’agosto di quest’anno dopo che la capitale, Tripoli, è stata conquistata da Fajr Libia, accusata da Tobruk di avere tra le sue fila estremisti islamici di vario genere. 

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