Libia in fiamme ma l'Occidente guarda dall'altra parte | Tribuno del PopoloTribuno del Popolo
mercoledì , 29 marzo 2017
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Libia in fiamme ma l’Occidente guarda dall’altra parte

Esplode la Libia, questa volta definitivamente. Le milizie ormai sono ai ferri corti e si combattono in una vera guerra civile della quale però i media preferiscono tacere. E con il crollo dello Stato esplode il problema dei migranti, solo ieri ci sono stati altri duecento dispersi mentre cercavano di raggiungere le coste italiane. 

Quanto sta accadendo in Libia negli ultimi mesi è la dimostrazione vivente delle responsabilità dell’Occidente nell’aver giocato con le Primavere Arabe. Un gioco, quello di Usa e Ue, che è costato decine di migliaia di morti, un gioco grossolano cominciato con il riempire di bombe Muammar Gheddafi, l’uomo che con luci e ombre era riuscito a riunificare la Libia, a mettere ai margini gli estremisti religiosi e a dare un relativo e diffuso benessere alla popolazione. Tutto questo è stato letteralmente spazzato via con un colpo di spugna nel 2011 quando le bombe Nato hanno seppellito migliaia di libici sotto le macerie distruggendo decenni di secolarismo e frantumando un Paese prospero e tutto sommato sicuro. Sicuro anche per noi dal momento che Gheddafi riusciva a controllare i flussi migratori. Ora la Libia è una polveriera a cielo aperto, e questo lo si deve principalmente proprio alla Nato e all’Occidente che, per eliminare Gheddafi, hanno finanziato jihadisti senza scrupoli e pronti a tutto riempiendoli di armi e denaro. Ora in Libia si combatte, ormai è chiaro, la seconda guerra civile nell’arco di tre anni, una guerra civile caotica, un tutti contro tutti spaventoso che vede le milizie un tempo unite contro Gheddafi oggi fronteggiarsi senza esclusione di colpi. E di fronte alle macerie, alla morte, alla guerra, a poche miglia dall’Europa, l’Occidente questa volta si gira dall’altra parte, fa finta di niente nella speranza che ci si dimentichi chi ha causato tutto questo. E in tutto questo a morire sono i disperati, gli ultimi, coloro che cercano di fuggire dalla guerra con delle bagnarole di fortuna e fanno naufragio a poche miglia dalla costa nel vano tentativo di raggiungere la salvezza in Europa. L’ultima è una nave con oltre duecento persone a bordo, somali ed eritrei, naufragati poco dopo aver preso il mare. Intanto a Tripoli si combatte casa per casa con le milizie di Misurata che hanno annunciato di aver preso controllo dell’aeroporto e con le milizie di Zintan che avanzano approfittando del vuoto di potere dal momento che il neoparlamento eletto a giugno si è ritirato in quel di Tobruk aspettando che a Tripoli ritorni l calma. Insomma siamo di fronte alla vendetta del Colonnello che, pochi lo ricordano, prima di morire annunciò all’Occidente che senza di lui ci sarebbe stata una invasione dell’Europa da parte degli immigrati. E secondo le stime ci sarebbero ancora decine di migliaia di immigrati in attesa di salpare per l’Italia. E mentre con il Mare Nostrum decine di migliaia di poveretti sono stati salvati, in Italia c’è qualcuno che vorrebbe smetterla di aiutarli, favorendo così un massacro senza fine. Del resto l’Ue se ne frega, e come potrebbe fare altrimenti dal momento che sono state le bombe “democratiche” dell’Europa a distruggere la Libia?

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