Libia. La guerra parte da Sigonella, altro che operazioni di "difesa"Tribuno del Popolo
domenica , 28 maggio 2017
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Libia. La guerra parte da Sigonella, altro che operazioni di “difesa”

La formula con la quale si parla della guerra in Libia è sempre la solita: si cerca di minimizzare, di far credere che il ruolo dell’Italia sarà marginale, ma intanto i droni partiranno dalla base di Sigonella, in Sicilia, per centrare obiettivi in Nord Africa. Lo ha confermato il Wall Street Journal, ricordando come il governo italiano abbia autorizzato i decolli di droni armati Usa proprio da Sigonella. Il governo italiano per ora dice che le autorizzazioni verranno concesse “caso per caso”, ma c’è da crederci?

Il Wall Street Journal ha riportato nelle scorse ore una fonte ufficiale delle forze armate Usa secondo cui il governo italiano avrebbe autorizzato da almeno un mese il decollo di droni armati americani dalla base aeronautica di Sigonella, in Sicilia. Nessuno in Italia sta adeguatamente affrontando la questione, e dire che ci riguarda eccome in quanto i droni armati americani decolleranno dal nostro paese per effettuare  “operazioni militari contro lo Stato islamico in Libia e attraverso il Nord Africa”. Il WSJ ha riportato come l’accordo con il governo Renzi sarebbe giunto solo dopo un anno di negoziati e con alcuni limiti sulle regole di ingaggio. In particolare il quotidiano americano ha riportato: “Il permesso sarà dato dal governo italiano ogni volta caso per caso e i droni potranno decollare da Sigonella per proteggere il personale militare in pericolo durante le operazioni anti-Isis in Libia e in altre parti del Nord Africa”.

Peccato che questo ovviamente non basti alla Casa Bianca, e infatti l’amministrazione Obama avrebbe chiesto secondo il quotidiano anche l’autorizzazione a operare dalla Sicilia per effettuare missioni offensive, dunque una vera e propria guerra guerreggiata in Libia. Il bello è che le autorità italiane hanno confermato le rivelazioni americane, anche se, come confermato dal giornalista Antonio Mazzeo sul Manifesto, appare molto difficile credere che i droni che partiranno da Sigonelle avranno solo funzione difensiva: “ inoltre è tutt’altro che vero che i droni-killer operino da Sigonella solo da un mese a questa parte. I sistemi di volo automatizzati in mano alle forze armate Usa sono i famigerati MQ-1 Predator e MQ-9 Reaper, armi letali da first strike, in grado d’individuare, inseguire ed eliminare gli obiettivi “nemici” grazie ai due missili aria-terra a guida laser AGM-114 “Helfire”. Questi droni sono stati impiegati negli ultimi dieci anni per più di 500 attacchi in Afghanistan, Pakistan, Iraq, Siria, Yemen e Libia con oltre 4.200 vittime. L’ultimo strike con i droni-killler è stato effettuato la settimana scorsa contro un presunto “campo d’addestramento” delle milizie filo-Isis a Sabratha, in Tripolitania, vicino al confine con la Tunisia” (Fonte Antonio Mazzeo blog).

Non solo, proprio da Sigonella Mazzeo ha anche ricordato che erano partiti i Predator americani per fare la guerra a Gheddafi nel 2011, dunque l base di Sigonella sarebbe già stata utilizzata per azioni offensive in passato. Insomma nonostante il governo cerchi di minimizzare e i media cerchino di non parlarne, la sensazione è che ci si appresti a una nuova accelerata nella guerra in Libia, con la base di Sigonella che a detta di Mazzeo sarà sempre più protagonista.

Fonti utili:

http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2016-02-22/wsj-via-libera-dell-italia-all-uso-base-sigonella-droni-usa-libia-192645.shtml?uuid=ACnEOtZC

Tribuno del Popolo

 

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