Libia. La seconda guerra civile è scoppiataTribuno del Popolo
martedì , 25 luglio 2017
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Libia. La seconda guerra civile è scoppiata

Era solo una questione di tempo, ora la seconda guerra civile libica sembra essere scoppiata con scontri violenti tra le milizie del generale Khalifa Haftar e quelle islamiche a Bengasi, ex roccaforte dei ribelli anti-Gheddafi. Le vittime in pochi giorni di combattimenti sarebbero già quasi duecento.

Quella della Libia era una di quelle guerre annunciate da tempo. Dopo la cacciata di Gheddafi infatti, l’equilibrio raggiunto dal nuovo governo era quantomai instabile, e qualsiasi analista sapeva perfettamente che la frammentazione del potere nella nuova Libia avrebbe, inevitabilmente, portato prima o dopo a una resa dei conti. E ora, puntualmente, la guerra civile sembra essere scoppiata. Una guerra annunciata ampiamente su cui evidentemente in molti hanno investito, come ad esempio gli Stati Uniti che hanno puntato sul generale Khalifa Haftar e probabilmente hanno finanziato anche altre milizie già ai tempi della guerra a Gheddafi. Ora è scoppiata una guerra vera e propria tra i lealisti del governo di Khalifa Haftar e le milizie islamiche a Bengasi, ex roccaforte ribelle ai tempi della guerra contro il Colonnello. In meno di dieci di giorni ci sarebbero giù quasi duecento vittime tra Tripoli e Bengasi, e i combattimenti sarebbero ancora in corso. Qualche giorno fa le milizie islamiche avevano occupato l’aeroporto di Tripoli, facendolo chiudere. Il governo libico ha denunciato il rischio di una secessione nel paese, se gli scontri non si fermeranno, e il rischio è reale dal momento che tutta la parte Est, ovvero la Cirenaica, tenta ormai da mesi di ritagliarsi un’indipendenza anche di fatto da Tripoli. Il 27 luglio un deposito di carburante ha preso fuoco a Tripoli dopo essere stato colpito da un razzo e l’incendio potrebbe causare gravi danni se non sarà tenuto sotto controllo. La situazione comunque è molto grave dal momento che Italia, Francia, e Germania hanno chiesto ai loro cittadini di lasciare immediatamente la Libia. Il 26 luglio erano stati anche gli Usa a evacuare la loro ambasciata a Tripoli. Ma quanto la situazione sia precaria lo si può capire anche dal fatto che il principale rappresentante degli interessi del governo, il generale Khalifa Haftar, sta guidando un’operazione militare a Bengasi senza avere avuto alcuna autorizzazione dal governo. Khalifa Haftar sostiene di voler liberare la Libia dal terrorismo, ma il governo libico lo accusa di tentare un Golpe, e la sensazione è che dietro di lui si muovano anche gli interessi americani dal momento che dopo aver appoggiato Gheddafi ha vissuto oltre vent’anni negli Stati Uniti.

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