Libia lo "Stato" che non esiste piùTribuno del Popolo
mercoledì , 18 gennaio 2017
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Libia lo “Stato” che non esiste più

Libia lo “Stato” che non esiste più

La Cirenaica, regione orientale della Libia, ha dichiarato un “governo autonomo” da Tripoli. Lo strappo certifica la fine della Libia come Stato unitario, e realizza probabilmente il piano originario della Nato.

Muammar Gheddafi lo aveva sempre detto, secondo lui gli “Stati” del Nord Africa sono stati creati dal colonialismo per dividere il mondo arabo. Aldilà delle ombre che gravano soprattutto negli ultimi anni di vita del Colonnello, Gheddafi ha sempre detto di voler lavorare per una unione monetaria africana in grado di emendare finalmente il continente dal gravame del neocolonialismo. Forse anche per questo l’Europa non ci ha pensato due volte a seminare di bombe la Libia e a finanziare gruppi estremisti di vario genere per eliminare il governo di Muammar Gheddafi. Oggi, a distanza ormai di quasi tre anni dalla guerra libica, la Libia è un Paese completamente distrutto, diviso, e in mano a bande armate che non hanno mai deposto le armi dopo caduta di Gheddafi. Si tratta di forze che non avevano probabilmente in mente di liberare la Libia, quando di dividere lo Stato lungo le linee di faglia dell’etnicità e della religione. Basti pensare che le autorità della Cirenaica, regione orientale culla della rivolta anti Gheddafi, ha dichiarato un governo autonomo da Tripoli proprio in questi giorni. Si tratta di un vero e proprio strappo che rappresenta anche una sfida all’esecutivo della nuova Libia “democratica”. Il governo di Tripoli infatti appare sempre più debole e completamente incapace di far fronte alle milizie e alle bande che affollano il Paese e che rispondono a ordini provenienti da leader locali o direttamente dall’estero. Il nuovo Stato della Cirenaica, nelle intenzioni delle tribù e delle milizie locali che ne sostengono la creazione, si chiamerà ‘Barqa’ e godrà della piena indipendenza riguardo alle risorse. La Cirenaica infatti ospita infatti la maggior parte dei giacimenti petroliferi del paese, che è anche il primo produttore di petrolio africano. Ed è ovvio che dietro la formazione di questo nuovo Stato ci sarebbero ben altri interessi economici, gli interessi dell’Occidente che in questo modo potrebbe disporre di fette ancora maggiori di profitti sul petrolio. Il nuovo assetto territoriale dovrebbe ricalcare quello in vigore durante il regno di Idriss nel 1951 quando la Libia era divisa in tre stati: la Cirenaica, o Barqa in arabo, Tripolitania a ovest e Fezzan nel centro sud. Il nuovo leader del governo della Cirenaica si chiama Abd al Rabbo al Barassi, e ha dichiarato che la nascita della Cirenaica è stata imposta dall’esigenza di  redistribuzione dei proventi delle risorse del paese. Almeno in teoria la Difesa e gli Affari Esteri continueranno a dipendere da Tripoli, ma appare chiaro che nessuno potrà controllare le milizie che si impossesseranno delle risorse energetiche della regione. Capitale del nuovo Stato sarà Bengasi, già ritrovo delle armate che minacciano il potere centrale e dove è stato recentemente assassinato un colonnello dell’aviazione militare Adel Khalil al Tawahi. Lo spettro di una nuova guerra civile emerge quindi all’orizzonte.

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