Libia. L'ultima "morte" di Khamis ennesima bufala? | Tribuno del PopoloTribuno del Popolo
giovedì , 25 maggio 2017
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Libia. L’ultima “morte” di Khamis ennesima bufala?

Quale mistero si cela dietro la morte di Khamis Gheddafi, il figlio del Colonnello che si credeva morto oltre un anno fa nel corso di un bombardamento Nato? In molti credono che la notizia della sua “nuova” morte sia stata creata ad arte per avere un pretesto per occupare Bani Walid. Ma esiste anche chi crede che possa essere ancora vivo…

A un anno dalla caduta del Colonnello Gheddafi la Libia è ancora in ginocchio, sull’orlo di una guerra civile e tribale che potrebbe scatenarsi da un giorno all’altro. Per questo l’esercito ha deciso di farla finita con Bani Walid, la città lealista per antonomasia, città che è rimasta sospesa nel passato, circondata dalle bandiere verdi della Jamhariya. Il figlio di Gheddafi, comandante della 32/a Brigata corazzata, era stato dato per morto già un anno fa, e per il web erano persino circolati video del suo funerale. Poi nei giorni scorsi la notizia shock: un anno fa sarebbe morto un suo sosia, Khamis sarebbe ancora vivo, a Bani Walid, a combattere contro i soldati mandati da Tripoli per porre fine alla “rivolta” della città verde. Secondo i media Khamis sarebbe rimasto ucciso nel corso dei combattimenti, anche se non è arrivata alcuna conferma a riguardo, alimentando ancora di più i dubbi e il mistero. Una nota dell’agenzia di Stato del Qatar precisa oggi che un comandante delle milizie filo-governative che stanno assediando da settimane Bani Walid, la roccaforte dei nostalgici dell’ex regime, ha visto Khamis “con una gamba amputata e la faccia sfregiata prima di essere ucciso in battaglia“. Questa tesi però è molto diversa da quella delle autorità, secondo cui il figlio di Gheddafi sarebbe morto per le ferite riportate nel combattimento mentre veniva trasportato a Misurata. Qualcosa che non torna però c’è eccome dal momento che non esistono prove fotografiche della sua cattura, e le milizie sostengono che il corpo sarebbe irriconoscibile, al punto che servirà il test del Dna per capire se si tratti veramente di Khamis. Fonti della tv siriana al Rai (Arrai), divenuta celebre perché mandò in onda numerosi audio di Muammar Gheddafi dal suo rifugio a Sirte, e che nell’ottobre del 2011 pubblicò un necrologio sul “martire Khamis” in cui si annunciava che era morto in un bombardamento Nato il 29 agosto di quell’anno, ribadisce la sua versione.”E’ morto un anno fa ed è stato seppellito a Bani Walid, ma il padre e il fratello Saif al Islam non volevano si venisse a sapere per l’impatto che poteva avere sulle truppe“, continua a spiegare la rete televisiva al Rai.I dubbi sulla morte di Khamis si sono alimentati subito dopo la smentita dell’arresto di Mussa Ibrahim, arrivata in un audio dello stesso portavoce dell’ex regime: le foto della sua cattura pubblicate dalla stampa libica sono risultate false e, come nel caso del figlio di Gheddafi, sono in molti a chiedere ora conferme ufficiali dopo gli annunci di ieri. In molti credono che siano stati i ribelli a “resuscitare” Khamis unicamente per consolidare la tesi che Bani Walid vada conquistata al più presto, con una massiccia operazione militare, per ultimare “la liberazione della Libia”.

La battaglia di Bani Walid- Ma cosa sta succedendo in queste ore a Bani Walid? Cittadina di 70.000 abitanti a circa 140 km da Tripoli, è sempre stata infatti una delle roccaforti più militanti dei Warfallah, tra le tribù importanti del Paese che hanno a larga maggioranza hanno sostenuto i 42 anni della Jamaharia  del Colonnello.Sulla cittadina nel settembre-ottobre 2011 si riversò dunque la rabbia vendicatrice delle milizie di Misurata, decise a lavare nel sangue l’offesa dei lunghi e sanguinosi mesi di assedio dei lealisti (tra cui molti abitanti di Bani Walid) quella stessa primavera. Mesi dopo, approfittando della debolezza della nuova Libia, i reduci e i fedelissimi di Gheddafi si sono nuovamente radunati nella cittadina, pronti a vendere cara la pelle e a vendicare il loro leader. Ora da settimane la cittadina viene bombardata dagli ex ribelli, che vi avrebbero persino utilizzato dei gas provocando diversi morti tra i civili, il tutto ovviamente con la Nato che finge di non guardare

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