Libia. Missione Ue più vicina ma sarebbe inutile e dannosaTribuno del Popolo
venerdì , 28 luglio 2017
Ultime Notizie
Link Sponsorizzati:

Libia. Missione Ue più vicina ma sarebbe inutile e dannosa

Sull’onda emotiva dei morti nel Mediterraneo si spinge per fare autorizzare dalle Nazioni Unite una missione Ue per fermare i trafficanti di uomini. La sensazione però è che si voglia cercare di colpire gli scafisti senza voler risolvere il problema dell’anarchia in Libia, che invece fa comodo a quegli stessi che chiedono l’autorizzazione dell’Onu.

Dopo le centinaia di morti nel Mediterraneo come al solito l’opinione pubblica si dice commossa, non potendo fare altrimenti. Tutti, all’improvviso, prendono coscienza della tragedia che coinvolge centinaia anzi migliaia di persone, ignorando quello che lo ha determinato, ovvero le bombe scagliate contro la Libia di Gheddafi che hanno portato al collasso lo Stato trascinandolo nell’anarchia. I giornali in queste ore parlano della missione di Federica Mogherini, alto rappresentante europeo per la politica estera, che intende recarsi a New York per parlare della Libia in seno al  Consiglio di Sicurezza dell’Onu. In molti sembrano quasi sperare che entro la fine settimana potrebbe esserci una risoluzione al Palazzo di Vetro che autorizzi una missione dell’Ue nel Mediterraneo per fermare gli scafisti. Mosca e Pechino non sarebbero pregiudizialmente contrari ma avrebbero posto il veto sulla possibilità di colpire i barconi con raid dall’alto. Si andrebbe quindi verso una risoluzione ispirata al capitolo sette della Carta Onu, Tra le righe questo vorrebbe dire che ben presto militari potrebbero essere impiegati anche in azioni di terra in Libia, una mossa che secondo molti servirebbe unicamente ad aggravare la situazione dal momento che appare impossibile fermare i trafficanti di uomini senza prima trovare una soluzione politica all’anarchia che regna sovrana in Libia dopo l’assassinio e la destituzione di Muammar Gheddafi. Tra l righe si legge che l’Onu e l’Italia vorrebbero creare una sorta di coordinamento per pattugliare le acque mediterranee e intervenire su richiesta del governo libico, ma a noi questa appare una balla colossale dato che in Libia non esiste un unico governo, ne esistono almeno due: uno a Tripoli e uno a Tobruk. Quello che si cerca di nascondere è che in Libia già esistono forze che hanno tutta l’intenzione di opporsi ai jihadisti e al Califfato Nero, ma tali forze non vengono supportate dall’Occidente; come credere allora che quello stesso Occidente che ha interesse nell’anarchia, voglia prendersi a cuore la sorte dei migranti? Per capire quello di cui stiamo parlando basta riprendere in mano l’intervista fatta da Gian Micalessin a Khalifa Haftar, leader delle forze del governo di Tobruk, peraltro l’unico governo riconosciuto dalla comunità internazionale. Haftar conosce molto bene la Libia per aver partecipato nel 1969 al colpo di Stato con Gheddafi, da cui poi si allontanò diventando suo oppositore in esilio. Nel 2014 Haftar minacciò di prendere le armi non riconoscendo il Congresso eletto nel 2012 e sotto controllo degli islamisti, confermandosi quindi uomo contrario ai jihadisti. Haftar a Micalessin ha detto che i “terroristi” contro cui sta combattendo sono anche i nemici dell’Occidente ma ha anche sottolineato come non ci sarebbe alcun bisogno di realizzare una comunità internazionale contro l’Isis. “Tutto quello di cui c’è bisogno è un adeguato appoggio militare. Aiutateci, dateci le armi e il lavoro lo faremo da soli, senza la Nato o di qualsiasi altra coalizione internazionale“, ha detto Haftar che ha poi anche detto la sua sull’emergenza migranti: “In Italia qualcuno propone di attaccare i trafficanti umani, ma noi non siamo d’accordo. Siamo contrari a soluzioni militari perchè questo renderebbe la situazione ancora più complicata“, e ancora, “Invece di pensare a interventi stranieri perchè non appoggiate l’esercito libico? Possiamo facilmente risolvere questa situazione con i nostri servizi di sicurezza. Questa vicenda compete solo a noi non riguarda nè l’Italia nè altri paesi, intervenendo sul nostro territorio l’Italia commetterebbe un grave errore e finirebbe per fornire un pretesto ai terroristi”. Insomma parole molto chiare quelle di Haftar, parole ignorate dai media che continuano ad affrontare il problema degli scafisti eludendo il problema del fatto che il governo di Tobruk si dice disposto a combattere l’Isis ma non viene messo in condizione di farlo.

VAI SULLA PAGINA FB DEL TRIBUNO

 

Link Sponsorizzati:

Commenti chiusi.

Link Sponsorizzati:
Scroll To Top