Libia. Non è finita con Gheddafi. Si prepara l'assedio a Bani Walid | Tribuno del PopoloTribuno del Popolo
lunedì , 29 maggio 2017
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Libia. Non è finita con Gheddafi. Si prepara l’assedio a Bani Walid

Quanti pensavano che i conti con il regime di Muammar Gheddafi fossero finiti nell’ottobre 2011 a Sirte, si sbagliavano di grosso. In Libia esistono ancora molti sostenitori del Colonnello, e Bani Walid, la città a lui fedele,inizia a creare grattacapi al nuovo governo. Per questo le autorità della nuova Libia chiedono un intervento militare vero e proprio contro la città “verde”.

Quanti pensavano che fosse tutto finito in quel di Sirte, quando un commando di ribelli probabilmente coadiuvato da membri dei servizi segreti francesi, misero le mani su Muammar Gheddafi, si sbagliavano. E’ vero, Gheddafi è stato ucciso barbaramente con una sorta di linciaggio, ma la Libia non si è pacificata per magia. E’ passato più di un anno dalla morte del Colonnello eppure molte cose sono cambiate, a cominciare dalla morte del giustiziere di Gheddafi, rapito e ucciso proprio dai lealisti, che evidentemente sono rimasti dormienti per mesi nella nuova Libia, pronti a colpire. Del resto il nuovo governo nato con il placet della Nato non ha saputo risolvere nessuno dei problemi sul campo, lasciando i libici alle prese con una profonda infelicità dal momento che il loro tenore di vita si è notevolmente abbassato dopo la fine del regime di Gheddafi.

L’emblema vivente delle contraddizioni della nuova Libia è la città di Bani Walid, roccaforte dei gheddafiani che nemmeno le truppe del Cnt aiutate dalla Nato sono state capaci di piegare. Con le tribù di Bani Walid vennero trovati degli accordi, ma i lealisti si sono radunati lì, e non hanno alcuna intenzione di sparire. Ne sanno qualcosa a Misurata, ex roccaforte dei ribelli, da dove hanno fatto appello per una  massiccia operazione militare contro Bani Walid, definita nientemeno che “il cancro della Libia”. A riferirlo la stampa locale secondo cui se “i nostalgici di Muammar Gheddafi non verranno eliminati con la forza entro i prossimi giorni” le forze anti-rivoluzionarie riprenderanno fiato e si propagheranno “in tutto il Paese“.

Come mai proprio ora? E di cosa hanno paura le autorità della nuova Libia pacificata? Semplice, la gente è insoddisfatta, e in molti iniziano a rendersi conto che prima della cosiddetta “Primavera Araba” le cose andavano molto meglio.  Per questo quindi sarebbe assai importante spazzare via i resti della Libia di Gheddafi per sempre, per evitare che a Bani Walid possano mettersi le basi per un ritorno al passato. Del resto due dei figli del Colonnello si trovano ancora fuori dalla Libia, e il suo prediletto, Saif-Al Islam, si trova ancora prigioniero in un carcere di massima sicurezza.  Il timore è che uno dei figli del Colonnello, Saadi o Hannibal, possa tornare in Libia assieme a schiere di mercenari, e magari di tuareg, trovando un contesto sociale assai permeabile alla volontà di tornare alla Libia di un tempo.

Le tribù di colore del sud della Libia inoltre, sono state trattate assai duramente dai ribelli del Cnt, e molti di loro hanno subito soprusi e violenze che sono stati ammessi anche dagli osservatori per i diritti umani. In molti potrebbero accettare di schierarsi nuovamente con i lealisti per riprendere una guerra civile che più che vinta sembra essere stata congelata dai ribelli del Cnt. Andata via la Nato, le cose cambiano. Per tutti.

D.C.

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Nessun commento

  1. La campagna dal cielo è stata facile; in specie con l’aiuto dei miliziani stranieri. Ora però gli aerei hanno dovuto sgombrare, ed i miliziani devono occuparsi della Siria. Restano i libici sul terreno, una situazione davvero pericolosa. Non so se riusciranno ad evitare di affondare in una stupidissima guerriglia tribale.

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