Libia. Nuovi scontri tribali nel Paese: 47 morti negli ultimi tre giorni | Tribuno del PopoloTribuno del Popolo
martedì , 23 maggio 2017
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Libia. Nuovi scontri tribali nel Paese: 47 morti negli ultimi tre giorni

in Libia siamo giunti ormai al quarto giorno consecutivo di scontri tra opposte bande tribali. Il bilancio provvisorio parla di 47 morti e oltre 100 feriti, non certo il bollettino di un Paese in pace. La guerra civile contro Muammar Gheddafi, da mesi si è ormai trasformata in una crudele guerra tribale tra gruppi rivali, un conflitto che avviene ai margini dei media ma che sta provocando diverse centinaia di morti e rischia di far sprofondare la Libia in un nuovo abisso. 

Guerra tribale. Così si potrebbe forse tentare di definire quel che sta accadendo in Libia, paese che dopo l’assassinio pubblico di Muammar Gheddafi sembrava avere finalmente la possibilità di imboccare la strada per la democrazia. Ma lo schieramento dei cosiddetti ribelli era più eterogeneo del previsto, e, una volta cacciato Gheddafi, tutte le diversità etniche, tribali, e religiose, sono emerse in modo drammatico, rischiando di scatenare una nuova guerra civile interna. I gruppi etnici dei Toubou e degli Zawiya hanno cominciato violenti scontri nell’oasi sahariana di Kufra, città di 40.000 abitanti posta al vertice di un triangolo dove convergono i confini di Ciad, Egitto e Sudan,  per controllare il contrabbando nella regione. Le autorità di Tripoli sono infatti assolutamente incapaci a garantire il controllo dello Stato in tutto il territorio libico, per questo le istituzioni e il potere finiscono spesso in mano a bande armate di dubbia legittimità che finiscono spesso e volentieri per contenderlo ad altre bande tribali rivali.  I combattimenti pià aspri sono scoppiati a Kufra mercoledì, ed entrambe le parti in campo hanno utilizzato armi pesanti e blindati, affrontandosi in una vera e propria battaglia. L’esercito libico che aveva la brigata Daraa dispiegata poco lontano ha pensato bene di non intervenire nel conflitto, lasciando quindi che i Zawia e i Toubou si scontrassero. Wissam Ben Hamid, comandante della brigata, ha detto all’Afp che “i negoziati sono ora in corso per calmare le tensioni”, anche se nel frattempo sono già morte 47 persone in pochi giorni, con più di un centinaio di feriti, tra i quali almeno la metà donne e bambini rimasti coinvolti nello scambio di  colpi di artiglieria. Le tribù dei Toubou e degli Zawiya si erano già scontrate in precedenza nei mesi di febbraio, e in quell’occasione si era registrato un centinaio di morti e solo l’intervento delle truppe di Tripoli era riuscito a pacificare momentaneamente la regione. In primavera poi gli scontri tra i membri della tribù Toubou e delle brigate governative di Daraa sono ripresi, provocando decine di morti da entrambe le parti. I Toubou nella guerra libica si erano schierati accanto alle truppe lealiste di Gheddafi dal momento che le tribù ribelli li discriminavano per via della loro pelle scura. I ribelli nel corso della guerra contro Gheddafi hanno commesso atrocità innominabili contro le persone di colore, accusate di essere mercenari al soldo del Colonnello. Oggi però le tribù di colore come i Toubou rimangono nemiche giurate del nuoco establishment che ha preso il controllo del Paese, e a loro si stanno affiancando diverse tribù stanche dell’assenza di uno Stato e del caos che ha messo in ginocchio il Paese. Oltre alla Libia, tribù Toubou  sono presenti anche  in Ciad, Niger e Sudan.

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