Libia. Proclamato l'emirato islamico a BengasiTribuno del Popolo
martedì , 23 maggio 2017
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Libia. Proclamato l’emirato islamico a Bengasi

L’annuncio proveniente da Bengasi è di quelli clamorosi: i jihadisti di Ansar al Sharia hanno proclamato l’emirato islamico. Le autorità di Tripoli hanno però smentito ma la sensazione è quella di una guerra civile sempre più presente e devastante. Chi ha distrutto la Libia di Gheddafi dovrà rispondere anche di questo. 

“Bengasi è sotto il nostro pieno controllo. Abbiamo proclamato l’emirato islamico“, questo l’annuncio shock dei jihadisti del gruppo di Ansar al Sharia riportato da Al Arabiya. Il gruppo legato ad Al Qaeda in sostanza avrebbe dichiarato l’indipendenza della Cirenaica, sostanzialmente sancendo la divisione in due della Libia che ora sta sprofondando in una seconda guerra civile interna a tre anni da quella foraggiata dall’esterno per destituire Muammar Gheddafi. La notizia comunque è stata subito smentita da Tripoli dove Khalifa Haftar, l’uomo forte che si oppone ai jihadisti e che secondo molti è appoggiata dagli Stati Uniti, ha voluto fare chiarezza: “È una menzogna. Ci siamo solo ritirati temporaneamente da alcune posizioni“, e subito dopo ha promesso una grande controffensiva contro la Cirenaica. In realtà però la Libia è un paese già diviso e già in guerra con le milizie tribali che si affrontano a Bengasi come a Tripoli, dove si continua a combattere per il controllo dell’aeroporto internazionale. La situazione è drammatica dal momento che anche i servizi di sicurezza dei paesi vicini, come Algeria, Tunisia e Marocco, hanno lanciato un allarme per possibili attentati sulle loro città con gli aerei civili che sono finiti in mano alle milizie armate. Il bilancio del tutto provvisorio dei morti degli scontri tra Tripoli e Bengasi avrebbe già superato quota 200, ma nella realtà è molto difficile riuscire a fare una conta dei caduti. Intanto però la gente continua a fuggire dalla Libia, basti pensare che alla frontiera con la Tunisia sono tornate le fila di migliaia di profughi che tentano la fuga. Non solo, anche la delegazione europea ha abbandonato Tripoli per rifugiarsi in Tunisia, segno che ormai in Libia nessuno è più al sicuro. Insomma a tre anni dall’assassinio di Gheddafi la Libia “democratizzata” sembra essere più che altro un luogo di conflitto e di odio più che un luogo di libertà come ci avevano promesso i “democratici” liberatori dell’Occidente. 

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