Libia. Senza embargo l'esercito potrebbe distruggere IsisTribuno del Popolo
venerdì , 21 luglio 2017
Ultime Notizie
Link Sponsorizzati:

Libia. Senza embargo l’esercito potrebbe distruggere Isis

L’esercito libico ha fatto sapere che potrebbe facilmente annientare l’Isis in pochi mesi  se il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite togliesse l’embargo contro la Libia. Ma questo lo si sa da mesi, e in questi mesi l’embargo è stato lasciato a dispetto dell’espansione dello Stato Islamico. Perchè? 

Per molti si tratta di una verità assodata, per altri no, in ogni caso il ministro dell’Informazione libico, Omar Qweri, ha detto senza mezzi termini a Sputnik Arabic che il governo libico sarebbe in grado di sradicare l’Isis entro la fine del 2015 se solo il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite decidesse di togliere l’embargo al governo libico. Secondo il ministro l’esercito libico avrebbe identificato le postazioni dei militanti jihadisti in Libia e sarebbe anche riuscito a circondarle. Se solo venisse tolto l’embargo l’esercito libico a detta del ministro sarebbe in grado senza problemi di far fronte alla minaccia anche entro la fine dell’anno. Basterebbe anche solo permettere all’Egitto di intervenire, come fece qualche mese fa su Derna dopo che i jihadisti avevano rapito e ucciso alcuni pescatori egiziani, ma anche da questo punto di vista le cose sembrano essersi arenate. Del resto a maggio il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite rifiutò di togliere l’embargo di quattro anni alla Libia, anche se questo ha significato mettere i militanti dell’Isis nelle migliori condizioni possibili.

Attualmente in Libia si trovano ben due governi contrapposti e molti gruppi armati attivi in diverse aree che hanno reso la situazione sul campo ingovernabile dopo la caduta di Muammar Gheddafi nel 2011. All’inizio del 2015 i miliziani dell’Isis sono riusciti a inserirsi nel vuoto di potere in Libia e hanno guadagnato posizioni, divenendo un problema reale. La sensazione è che sia interesse dell’Occidente avere di fronte una Libia debole e balcanizzata, e infatti il ministro Qweri ha accusato l’Occidente senza mezzi termini di supportare il caos piuttosto che i governi realmente esistenti nel territorio. E’ come se in qualche modo l’Occidente ritenesse quella in atto in Libia una sorta di “accettabile violenza”, un atteggiamento differente da quello tenuto, ad esempio, dalla Russia. Mosca del resto ai tempi della guerra a Gheddafi aveva suggerito che il Colonnello dovesse venire deposto da truppe libiche o arabe, e non dalle forze della Nato. A oggi ci sono il governo di Tobruk, quello ufficialmente riconosciuto dalla comunità internazionale, e quello di Tripoli che è controllato da una coalizione islamista chiamata “Alba Libica” ma che è ostile allo Stato Islamico.

In questo senso il governo di Tobruk avrebbe deciso di affidarsi alla Russia perlomeno per acquistare armi semiautomatiche per continuare la guerra contro lo Stato Islamico, e in questo senso si dovrebbe leggere la visita a Mosca del primo ministro Abdullah Thani lo scorso aprile. E in quella occasione il Cremlino si era detto disposto a rinnovare tutti i contratti militari precedentemente siglati con Gheddafi se solo le Nazioni Unite lo permettessero. E a oggi non lo permettono dato che la Libia subisce un embargo da quattro anni e a maggio il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite ha rifiutato di nuovo di togliere le restrizioni all’acquisto di armi nonostante la Libia abbia fatto sapere di aver bisogno di armi per fronteggiare lo Stato Islamico.

VAI SULLA PAGINA FB DEL TRIBUNO

 

Link Sponsorizzati:

Commenti chiusi.

Link Sponsorizzati:
Scroll To Top