Libia. Si scaldano i motori per una nuova guerra in AfricaTribuno del Popolo
giovedì , 30 marzo 2017
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Libia. Si scaldano i motori per una nuova guerra in Africa

A distanza di cinque lunghi anni dalla prima guerra di Libia condotta contro Muammar Gheddafi a vantaggio della grande “illusione” delle Primavere Arabe, oggi gli Usa e i loro “alleati” o meglio sarebbe dire “satelliti”, premono per una nuova campagna militare. Eppure per anni nessuno ha ascoltato gli appelli dei libici per l’espansione di gruppi jihadisti. Come mai? 

Lunedì 27 luglio il governo libico di Tobruk chiese ufficialmente al Consiglio di Sicurezza dell’Onu di revocare l’embargo delle armi nei confronti della Libia per arrestare l’avanzata dell’Isis in Africa settentrionale. La notizia venne diffusa dall’agenzia di stampa Sputnik e anche da International Business Times, ma evidentemente è passata inosservata dato che dopo pochi mesi si parla di organizzare un attacco contro l’Isis in Libia, aggiungendo così incertezza ad incertezza. A chiedere vanamente la revoca era stato il ministro dell’Informazione Omar Qweri, che disse chiaramente come con la rimozione dell’embargo si sarebbe potuto sconfiggere l’Isis entro il 2015.  Dunque ora come mai si fa un gran parlare di un intervento in Libia quando la situazione era già fuori controllo alle parole di Qweri? Evidentemente in Siria le cose non si mettono più così bene per l’Isis a causa dei bombardamenti della Russia e dell’avanzata dell’esercito siriano e di Hezbollah, motivo per cui i jihadisti sembrano aver trovato in Nord Africa una nuova zona di espansione.  Ma allora come mai per anni, sistematicamente, l’Occidente ha fatto sì che in Libia non si affermasse alcun governo stabile? E soprattutto ormai è abbastanza risaputo che l’Occidente ben sapeva quello che sarebbe successo in Libia dopo la cacciata di Gheddafi, ma decise comunque di procedere. E ora? Ora gli Usa fanno pressioni anche sull’Italia per intervenire in Libia, una guerra che sarebbe quantomeno scellerata in quanto la sensazione è che l’Occidenta voglia ancora una volta utilizzare una “missione di pace” unicamente per fare i propri interessi e proteggere i propri assets. Non  a caso tutti i vari quotidiani parlano di un imminente intervento in Libia e la sensazione è che il nostro governo sia decisamente troppo debole  per opporsi al volere degli Stati Uniti.

Photo Credit

Gb

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