Libia. Si va verso un arretramento dello Stato Islamico?Tribuno del Popolo
martedì , 24 gennaio 2017
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Libia. Si va verso un arretramento dello Stato Islamico?

Libia. Si va verso un arretramento dello Stato Islamico?

Della Libia si parla a intermittenza eppure nel paese nordafricano è in atto una guerra civile strisciante tra diversi governi che si contrappongono tra di loro e i miliziani dello Stato Islamico. In Marocco intanto il governo riconosciuto di Tobruk, le milizie di Misurata e altre fazioni locali hanno trovato un accordo di massima, e il Califfato ha perso l’importante città portuale di Derna, mostrando quindi di poter essere battuto.

Dopo Gheddafi in Libia è stato solo il caos per diversi motivi, in primis per l’assenza di un governo unificato in grado di imporre il suo volere a tutto il territorio nazionale. La Libia del post-Gheddafi è un paese diviso tra diverse fazioni che fino a pochi giorni fa si sono letteralmente combattute le une con le altre per il controllo del territorio. Tale anarchia ha non solo permesso ai trafficanti di uomini di mettere le mani sui viaggi dei disperati nei barconi, ma anche ai miliziani dell’Isis di ritorno dalla Siria e non solo di trovare un valido retroterra per le proprie operazioni. La disillusione nelle zone rurali inoltre ha spinto e spinge molti giovani tra le spire del Califfo, e fino a pochi mesi fa si temeva che le truppe dello Stato Islamico dopo aver preso Derna e Sirte avessero anche potuto spingersi oltre, magari tentando la marcia su Tripoli. In qualche modo però, anche grazie all’intervento del vicino Egitto di Al-Sisi, l’espansione del Califfato in Libia ha raggiunto una fase di stallo, e nelle scorse ore il fronte diplomatico ha fatto registrare un primo importante passo avanti. Bernardino Leon, l’invato come mediatore dell’Onu in Libia, ha visto finalmente accolto il suo piano di pacificazione in quel di Skhirat, in Marocco, dove il governo riconosciuto di Tobruk si è incontrato con altre fazioni locali e soprattutto con le forti milizie di Misurata. Tale accordo rappresenta una vera e propria svolta anche se al tavolo non si sono seduti i rappresentanti del governo islamista di Tripoli.

Le fazioni in campo dunque ora sono tre: L’alleanza di Tobruk, le milizie di Tripoli e lo Stato Islamico, anche se tale accordo pone un’importante premessa alla ricerca di una soluzione pacifica della crisi. L’intesa raggiunta prevede la fine dei combattimenti e soprattutto la formazione di un nuovo governo di unità nazionale che resterebbe in carica per un anno. Il problema è che l’accordo riconosce come unico Parlamento quello in carica a Tobruk, e questo ha tagliato i ponti all’intesa con Tripoli, dove regna il Congresso nazionale Generale (Gnc), ovvero il Parlamento filo-islamista di Tripoli. Almeno sulla carta però la finestra per raggiungere un accordo condiviso resta aperta, la speranza di tutti è che i libici decidano di mettere da parte i propri dissapori per porre fine alla minaccia del jihadismo rappresentata dall’infiltrazione dell’Isis. E in questo frangente dalla Libia arriva una seconda buona notizia, ovvero la riconquista da parte dei miliziani islamici del “Consiglio dei mujaheddin” di Derna, importantissima città portuale dall’alto valore strategico che era finita nelle mani del Califfo in autunno. Si tratterebbe di milizie autonome che erano da tempo attive all’interno della città di Derna contro l’Isis, e che avrebbero quindi preso il sopravvento. Si tratta quindi di un colpo durissimo patito dallo Stato Islamico in Libia, che ora può contare solo sul controllo di Sirte, l’ex città proprio di Muammar Gheddafi, e proprio il luogo dell’ultimo assedio al Colonnello prima della sua tragica morte.

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