Libia. Siamo tutti Sofien e Nadhir, due giornalisti uccisi e dimenticatiTribuno del Popolo
giovedì , 27 luglio 2017
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Libia. Siamo tutti Sofien e Nadhir, due giornalisti uccisi e dimenticati

Qualche giorno fa in Libia due giornalisti tunisini sono stati giustiziati dallo Stato Islamico, si tratta di Sofien Chourabi e Nadhir Ktari, ma nessuno spenderà del tempo a ricordarli.

Dopo #CharlieEbdo l’Europa e il mondo hanno pianto per la violenza insensata dell’intolleranza e del fanatismo religioso ma non c’era bisogno di aspettare i fatti di Parigi per comprendere che da tempo ormai esiste questo problema. Quotidianamente persone innocenti vengono massacrate, ne sanno qualcosa anche in Tunisia dal momento che due giornalisti tunisini sono stati giustiziati nei giorni scorsi a Bengasi, in Libia. Quasi tutti pensavano a Parigi e hanno quasi dimenticato quello che succedeva nelle coste del Nord Africa dove Sofien Chourabi e Nadhir Ktari sono stati uccisi da un gruppo legato allo Stato Islamico. Gli ultimi di una lunga serie dal momento che a metà gennaio 2015 sono già stati uccisi almeno undici giornalisti. Si era cominciato il 4 gennaio con la morte di  Khalid Mohammed al Washali nello Yemen, si è continuato a Bengasi e purtroppo finito a Parigi. A riferire della morte dei due giornalisti tunisini ci ha pensato il Site, sito di monitoraggio dell’estremismo islamico sul web. I due giornalisti erano stati rapiti nel settembre del 2014 in Libia e l’esecuzione è avvenuta nella cittadina di Barqah pochi chilometri a sud di Bengasi, proprio in una delle regioni con la presenza maggiore di miliziani affiliati allo Stato Islamico. Qui si combatte da mesi contro le forze filogovernative libiche e la situazione è ormai fuori controllo con la violenza che è ormai all’ordine del giorno. Due vittime dimenticate che interessano solo marginalmente l’Occidente che invece è direttamente responsabile di quanto successo dal momento che si prese la responsabilità di eliminare Muammar Gheddafi in Libia con proprio la Francia di Nicolas Sarkozy in prima fila. Dunque siamo tutti Charlie, certo, ma siamo anche tutti #Khalid, #Sofien e #Nadhir.

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