Libia. Tripoli guarda a Mosca per dominare il caosTribuno del Popolo
sabato , 21 gennaio 2017
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Libia. Tripoli guarda a Mosca per dominare il caos

Libia. Tripoli guarda a Mosca per dominare il caos

Dopo che la Libia è piombata nel caos, Tripoli starebbe pensando di chiedere aiuto direttamente a Mosca. Chiaramente tale mossa avrebbe delle dirette ripercussioni dal punto di vista geopolitico. 

La Libia avrebbe chiesto ufficialmente alla Russia che il suo personale militare venga addestrato da specialisti russi per ricevere un armamento moderno. La notizia è stata diffusa tramite Mohamed Abdelaziz, ambasciatore speciale del presidente del Parlamento libico. “Speriamo che questa cooperazione militare continuerà nelle due aree dell’educazione e dell’addestramento del personale militare nazionale libico e nella concessione di armi moderne alla Libia“:Abdelaziz ha risposto in questo senso alle domande che gli sono state formulate durante una conferenza stampa nel centro stampa di Rossiya Segodnya a Mosca. Ableaziz ha svolto il ruolo di ministro degli Esteri libico dal gennaio del 2013 all’agosto del 2014, e ha descritto la cooperazione militare tra Mosca e Tripoli attiva da oltre quarant’anni come “storica”. La situazione in Libia negli ultimi mesi è a dir poco fuori controllo con bande armate islamiche facenti capo all’Isis e ad altri gruppi salafiti che hanno letteralmente preso possesso della Cirenaica e compiono attentati e attacchi quotidiani nei confronti del governo centrale sempre più debole e frammentato. Il diplomatico libico ha anche ribadito come Tripoli voglia costituire una armata “flessibile e manovrabile” proprio per conseguire l’obiettivo di sconfiggere gli islamisti radicali che, dopo la rimozione violenta di Gheddafi, hanno riempito il vuoto di potere. Proprio la Russia ha anche cercato in diversi modi di opporsi alla rimozione di Gheddafi ma l’Occidente compatto ha lavorato per la sua caduta. Tralaltro il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite aveva imposto un embargo sull’acquisto di armi in Libia che era stato imposto nel febbraio del 2011. Abdelaziz ha detto però che in caso di una richiesta ufficiale dalla Libia al governo russo l’eventualità di una sua rimozione potrebbe essere coordinata con le istituzioni internazionali. Inutile dire che gli Stati Uniti e la Nato non sarebbero affatto contenti di vedere che anche la Libia del post-Gheddafi veda un partner più in Mosca che in Washington o Parigi, e infatti guardacaso nessuno sta facendo niente in Libia per fermare l’avanzata dello Stato Islamico che impone la Sharia già in gran parte della Cirenaica, a poche miglia dall’Italia.

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