Libia. Un Paese avvolto dal caos nella paura dell'anarchiaTribuno del Popolo
giovedì , 30 marzo 2017
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Libia. Un Paese avvolto dal caos nella paura dell’anarchia

La Libia è sempre più nel caos con un governo sempre più impotente e un Paese sempre più diviso tra varie fazioni che si fronteggiano. Il Parlamento è stato trasferito in un albergo a Tripoli dopo l’assalto subito domenica da un gruppo di guerriglieri. Lo spettro che aleggia è quella di una nuova guerra civile.

A Bengasi poche ore fa sono state ritrovate ben tre persone uccise, tra cui una donna avvocato e un ufficiale delle forze di sicurezza. A riferirlo fonti mediche che hanno fatto sapere che i loro corpi sono stati ritrovati crivellati dai proiettili, compreso quello del colonnello dell’aviazione Adam Faraj Al Abdilli, freddato stamattina nella sua auto. Dietro questi ennesimi omicidi è facile vedere la longa manus di Al Qaeda che ormai si è insediata un pò dappertutto operando tranquillamente in diverse regioni e soprattutto in Cirenaica. Il resto del Paese rimane nelle mani di milizie che continuano a contrapporsi per spartirsi le grandi risorse del Paese, soprattutto i nodi petroliferi. Come se non bastasse la Libia sembra tornare anche a un passato di divisioni regionali, con vere e proprie città Stato nelle mani delle milizie che rischiano di fronteggiarsi. Ne sa qualcosa Misurata, la grande città che fu teatro della rivoluzione anti-Gheddafi del 2011, diventata oggi appunto quasi una città a se stante. I principali pozzi poi si trovano in Cirenaica, dove la presenza di jihadisti e miliziani è più ampia, e questo rende ancora più difficile riuscire a venire a capo della situazione. Non solo, Tripoli ormai ha perso quasi ogni credibilità al punto che chiunque possieda delle armi si sente autorizzato a far valere i propri diritti in qualsiasi momento. Nemmeno una settimana fa il Parlamento di Tripoli è stato letteralmente assaltato da alcuni guerriglieri che hanno causato la morte di una guardia e il ferimento di sei parlamentari. Anche per questo le autorità libiche hanno deciso di spostare il parlamento nell’hotel Waddan, nel centro di Tripoli. Ai blocchi parlamentari veementemente contrapposti infatti, corrispondono potenti milizie armate che il governo non è finora riuscito a integrare nelle forze armate. Una situazione che ricorda il tragico puzzle iracheno. Un puzzle peggiorato dalla presenza nel Sud di consistenti sacche di guerriglieri filo-Gheddafi che continuano, ove possibile, a dividere ulteriormente il potere libico. Rimane quindi una situazione estremamente precaria, con molte polemiche sul fatto che le elezioni avrebbero dovuto tenersi già il 7 febbraio, quando era scaduto il mandato parlamentare. 

photo credit: <a href=”http://www.flickr.com/photos/brqnetwork/5510256193/”>شبكة برق | B.R.Q</a> via <a href=”http://photopin.com”>photopin</a> <a href=”http://creativecommons.org/licenses/by/2.0/”>cc</a>

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