Libia. Verso il vicolo cieco dell'intervento militareTribuno del Popolo
mercoledì , 24 maggio 2017
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Libia. Verso il vicolo cieco dell’intervento militare

In Libia si avanza a larghi passi verso un intervento militare. Si parla di un vertice dei paesi arabi per organizzare una missione militare che potrebbe vedere impegnate anche Francia e Italia accanto alla coalizione di Stati arabi che è intervenuto recentemente in Yemen contro gli Houthi.

Nubi scure si addensano sul Mediterraneo, nubi di guerra imminente. La situazione in Libia infatti, e non da poco, è caotica e in molti hanno cominciato a parlare di un possibile intervento militare volto sulla carta a colpire i trafficanti di uomini e i miliziani jihadisti. In realtà la situazione appare ben più complicata dal momento che il governo riconosciuto all’estero di Tobruk continua ad avere un embargo militare e quindi lamenta l’impossibilità di far fronte alla penetrazione dei miliziani del Califfo. Secondo l’agenzia Askanews comunque lunedì prossimo al Cairo si dovrebbero riunire tutti i vertici militari dei paesi arabi che hanno organizzato la missione militare in Yemen contro i ribelli sciiti Houthi. L’oggetto della discussione sarà ovviamente la Libia, e si discuterà di un possibile intervento militare che potrebbe vedere il coinvolgimento anche di Francia e Italia, con quest’ultima che dovrebbe fornire copertura navale alle operazioni. Oltre all’Egitto parteciperanno alla riunione anche Sudan, Giordania, Bahrein, Kuwait, Arabia Saudita ed Emirati Arabi Uniti. In ogni caso dovrebbe essere presente anche il generale Haftar, il rappresentante del governo libico di Tobruk, che potrebbe anche accettare una missione a guida egiziana volta a disarticolare la presenza jihadista. Ma il fatto davvero importante è che secondo alcune fonti della Lega Araba alla riunione dovrebbero partecipare anche ben 150 rappresentanti di diverse tribù libiche, dunque si sarebbe di fronte a una operazione volta a dare un volto a una nuova Libia. Insomma qualcosa si muove d è probabile che nei prossimi mesi si andrà incontro a una accelerata anche in seno alle Nazioni Unite. Resta da capire come reagiranno i miliziani vicini ai fratelli musulmani che controllano Tripoli e che vengono riconosciuti ad esempio dalla Turchia, ma è probabile che Haftar voglia proporsi come una sorta di  Al-Sisi libico per imporre con il pugno di ferro il controllo statale in un paese che, dopo l’assassinio di Gheddafi, è sprofondato nell’anarchia tribale.

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