L'ideologia della "non-ideologia"Tribuno del Popolo
giovedì , 27 luglio 2017
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L’ideologia della “non-ideologia”

Il termine “ideologia” è diventato connotato negativamente quando si parla di politica. Questo è uno dei tanti esempi di come siamo entrati in un’era di regresso morale e culturale, almeno per quello che riguarda le classi sociali escluse dal benessere e dalla crescita economica. Eppure dichiarare “morte” le ideologie altro non è che una forma più sottile proprio di ideologia….

Lo sapete per quale motivo, ovviamente secondo noi, le classi sociali più elevate si sono davvero spaventate nel corso del XX secolo? Il motivo è che le classi subalterne, il che tradotto significa semplicemente la stragrande maggioranza dei cittadini, subivano il fascino di una ideologia, quella marxista, che chiedeva ai cittadini di credere nella costruzione di un mondo diverso da quello esistente, di un mondo più giusto che superasse le ingiustizie e lo sfruttamento dell’uomo su un altro uomo. Il problema è che l’ideologia marxista non solo criticava aspramente il capitalismo, ma andava di trionfo in trionfo al punto che anche in Occidente esistevano partiti comunisti di massa in ascesa. Tale ideologia ha dato una organizzazione ai lavoratori e ai cittadini, ha dato loro un piano, una pianificazione, un progetto, esattamente tutto quello che oggi manca per opporsi a un sistema dominante sempre più pervasivo e spietato. Il potere costituito, ovvero quei gruppi di potere sopravvissuti nel corso del XX secolo alla minaccia del comunismo, ha saputo aspettare pazientemente nell’ombra il momento giusto per colpire, e lo ha fatto prendendo in mano i centri di irraggiamento della cultura nella società Di conseguenza con la caduta del socialismo reale, e dunque di quella ideologia che organizzava le classi subalterne limitando le classi superiori, dall’oggi al domani sterminate masse di lavoratori si sono trovate senza obiettivi, senza valori, senza ideologia. E sulle ceneri della sconfitta momentanea di quella ideologia le classi sociali che l’hanno subita nel corso del XX secolo ne hanno dichiarato entusiasti il decesso, il fallimento, niente altro la loro che una speranza che però si è velocemente trasformata in realtà. Le classi dominanti sono riuscite nel capolavoro strategico di dichiarare “morta” l’ideologia degli avversari, e in nome dell’era della fine delle ideologie altro non fanno che silenziosamente imporre la propria, basata sul denaro, sul profitto e sul potere dei privati. Si tratta dell’ideologia neoliberista che vede nello Stato un nemico degli onesti cittadini, una ideologia vera e propria che si traveste da negazione della stessa finendo per stregare anche quelle classi subalterne private della “loro”.Tutto questo per dire che l’unico modo per sconfiggere una ideologia è appunto quella di opporne un’altra che abbia maggior fascino e capacità di penetrazione. Lo sconfiggere le diseguaglianze del capitalismo abdicando dall’ideologia marxista ha finito per accrescerle, le disuguaglianze, e senza una ideologia capace di dare organizzazione alle proteste, ecco che il capitalismo trionferà ancora e ancora, mutando maschera a seconda della situazione e del contesto. Da qui il perchè ancora l’ideologia comunista? Semplice, perchè è l’unica che abbiamo, non ne esistono altre e questo perchè la base del pensiero di Marx è effettivamente l’unico corpus a disposizione per chi voglia provare a organizzare la società umana secondo un criterio scientifico di progresso comune.

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