L'ideologia della "post-ideologia" e la morte della sinistraTribuno del Popolo
giovedì , 27 luglio 2017
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L’ideologia della “post-ideologia” e la morte della sinistra

Cercheremo di essere chiari al limite del brutale: da quando la sinistra ha rinnegato le cosiddette “ideologie”, ha cominciato a perdere. Il motivo? non comprendere che l’evocazione del “post-ideologico” è essa stessa una ideologia, e anche delle più estremiste.

E’ davvero bizzarro quanto successo negli ultimi trent’anni nel quadro politico internazionale. Un mondo diviso in due blocchi, e diviso anche da due ideologie, è diventato un mondo unipolare, un mondo cioè nel quale una delle due ideologie ha scelto di spegnersi autonomamente, lasciando campo libero al capitalismo dominante e all’ottimismo scellerato di chi auspicava sull’onda dell’entusiasmo persino la “fine della storia”. Venuto meno il grande sogno del comunismo inteso come ideologia dominante della sinistra mondiale capace di contrapporsi per decenni al sistema fin lì dominante, il capitalismo, ecco che il mondo si è apprestato a voltare pagina, evocando nientemeno che la fine delle “ideologie”, apparentemente un tentativo di andare “oltre” gli schemi mentali del passato, praticamente una fesseria, proprio come quella della “fine della storia” propugnata da Fukuyama e soci. No, la storia non è finita con il crollo dell’unico sistema capace di opporsi al pensiero unico dominante del libero mercato capitalistico, così come le ideologie non sono finite solo perchè fa comodo lasciarsi alle spalle il passato, o meglio lo spettro del passato.

Torniamo per un momento alla definizione comunemente accettata di ideologia: “ideologia è il complesso di credenze, opinioni, rappresentazioni, valori che orientano un determinato gruppo sociale”. Non si tratta dunque di una cosa negativa, dipende dall’interpretazione che se ne da, e quella odierna di “ideologia” come di un elemento disgregante e quindi “negativo” è in realtà una forzatura che viene operata per dei fini ben precisi. A chi conviene infatti credere che le ideologie siano inutili? A chi, secondo noi, ha tutto l’interesse a far sì che il mondo attuale venga percepito come l’unico possibile, come il migliore dei mondi possibili. Di certo non conviene accettare questa visione a coloro che dichiarano di volerlo cambiare, il mondo. Diffidare quindi da coloro che sostengono di voler cambiare il mondo sostenendo che “destra” e “sinistra” sono categorie ormai sorpassate e che l’era delle ideologie è finita, diffidare perchè costoro saranno sempre facilmente suggestionabili da apprendisti stregoni che sanno bene che professare la fine delle ideologie è, essa stessa, la più subdola delle ideologie. E’ quella che si afferma senza che nessuno se ne accorge, ed è anche per questo la più pericolosa perchè porta le persone a introiettarla e a modificare la percezione che si ha delle cose. Dal momento che esistendo nel mondo ineguaglianze e ingiustizie crescenti i gruppi sociali non potranno mai avere la stessa visione delle cose, negare il bisogno di ideologie significa, passateci il concetto, negare il diritto dei gruppi sociali a rivendicare i propri interessi.

Gracchus Babeuf

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