L'ideologia di Renzi: via l'articolo 18 e tutti zittiTribuno del Popolo
giovedì , 23 novembre 2017
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L’ideologia di Renzi: via l’articolo 18 e tutti zitti

Il Jobs Act renziano approda al Senato dopo aver ricevuto l’ok della commissione Lavoro, dove per il Pd c’erano i pasdaran di Matteo Renzi.  Ed ecco che all’interno del Pd qualcuno inizia tardivamente a rendersi conto di quello che sta succedendo, ma intanto Renzi chiede lo scalpo dell’articolo 18

Diciamocelo, dopo che ci aveva messo mano la Fornero dell’articolo 18 era rimasto poco, solo l’immagine, ed è contro di essa che Renzi si è scagliato a gamba tesa con un messaggio video. Quella di Renzi è una realtà alla rovescia nella quale i sindacati hanno difeso le ideologie e non le persone mentre lui e il Pd vorrebbero fare il contrario. Ma basta la logica a sgominare l’inganno di Renzi e dei suoi sodali: se l’articolo 18 è un vuoto simulacro, allora perchè toglierlo a tutti i costi sprecando tempo prezioso? E ancora, se i sindacati hanno difeso le ideologie, che cosa ha fatto la politica in tutti questi anni? La realtà è che Renzi e soci portano avanti una vera e propria ideologia, quella della preminenza dei mercati sulle persone, e lo fanno scientemente, cinicamente, senza fermarsi. E forse alcuni della vecchia guardia del Pd ora si saranno resi conti di quello che sta facendo Matteo Renzi, anche se ormai è appunto troppo tardi, e avoglia i vari Fassina, Orfini e Bersani che chiedono che il governo chiarisca le sue intenzioni sul lavoro. Ma non per questo nel Pd ci saranno rotture, tutt’altro, sembrano solo le solite schermaglie interne per compattare i delusi, e niente di più. Così Renzi può presentarsi a muso dire a chiedere lo scalpo dell’articolo 18, e lo può fare impunemente, tanto i suoi ingoieranno anche questo rospo. Eh si’ perchè Renzi vuole distruggere le incrostazioni ideologiche, ma non tanto perchè è contrario alle ideologie, ma perchè ne ha già una che sta adottando e non vuole rivali a ingombrare la strada. Così Fassina è quasi ridicolo nell’affermare che vuol presentare quattro o cinque emendamenti come quello di eliminare la giungla di contratti precari, ormai nessuno gli crede perchè con un premier così le sue parole appaiono per quello che sono: vuote dichiarazioni di intenti prive di fondamento. Qualcuno ha deciso che a livello europeo e mondiale i diritti dei lavoratori vanno ricacciati indietro, e Renzi ubbidisce entusiasta. Così diffidate da quelli che dall’interno del Pd dicono “se” e “ma”, sono lì e hanno scelto da che parte stare, e non è certo quella dei lavoratori.

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