L'impero dei ricchi che piace ai poveriTribuno del Popolo
sabato , 21 ottobre 2017
Ultime Notizie
Link Sponsorizzati:

L’impero dei ricchi che piace ai poveri

Il mondo attuale assomiglia sempre di più a un vero e proprio “Impero dei ricchi”. Il divario tra ricchi e poveri infatti aumenta ovunque nel mondo vanificando la lotta all’estrema povertà come peraltro sottolineato anche dall’ultimo rapporto dell’Oxfam, che mostra come mentre i super-ricchi sono raddoppiati negli ultimi anni, ci sono quasi un miliardo di persone che soffrono la fame. 

Viviamo sempre di più nel mondo ideale per i miliardari. E ironia della sorte la stragrande maggioranza della popolazione al posto che mettersi d’accordo per invertire la tendenza tende ad accettare lo status quo ripetendo il mantra del “migliore dei mondi possibili”, sì certo, per i miliardari. Il divario tra ricchi e poveri negli ultimi anni ovunque nel mondo ha raggiunto dei livelli abnormi, vanificando la lotta alla povertà estrema e ogni progetto di redistribuzione sociale ed economica. Non solo, la demonizzazione del comunismo ha espunto dal dibattito politico il concetto stesso di organizzare la società in modo diverso, in questo modo i miliardari hanno blindato lo status quo decidendo loro le regole del gioco, assicurandosi così che chiunque vinca le regole rimarranno le stesse. Il divario tra ricchi e poveri è stato fotografato dal rapporto realizzato dall’Organizzazione Umanitaria inglese Oxfam, diffuso in questi giorni, nel quale si sottolinea che “dall’inizio della crisi finanziaria, il mondo si trova a fare i conti con super-ricchi più che raddoppiati e 805 milioni che ancora soffrono la fame”. 

Miliardari in aumento

Dal 2009 a oggi il numero dei super-ricchi è pressochè raddoppiato e il rapporto ha anche precisato come la prosperità non è più appannaggio delle persone normali, ma solo di una ristretta cerchia di eletti, che invece vede crescere sempre più rapidamente il proprio patrimonio”. Si tratta di un fenomeno talmente esteso che interessa persino un continente come l’Africa, dove in tutta l’area sub-sahariana a fronte di circa 358 milioni di persone che vivono in estrema povertà esistono ben 16 miliardari che prosperano e aumentano a dismisura i loro profitti. Se il continente continuerà a crescere agli attuali ritmi, senza ridurre il livello di disuguaglianza estrema di reddito, ci vorranno più di 60 anni per portare la povertà al di sotto del 3% , nonostante Banca Mondiale e Fondo Monetario Internazionale si propongano di raggiungere questo obiettivo tra 15 anni” si legge nel documento. Ma ormai alla Banca Mondiale e al Fmi non crede più nessuno. 

Assenza totale di redistribuzione

Insomma senza una redistribuzione del reddito e delle risorse appare impossibile combattere la povertà estrema e quindi la disuguaglianza. Anche nei paesi laddove si è verificata una certa crescita economica infatti, i benefici si fermano nella rete di privilegiati che accumulano ricchezza, talmente tanta ricchezza che non potrebbero consumarla nemmeno volendo in una generazione. Pochi hanno tutto e troppi non hanno niente, questa ormai è la realtà, una realtà accettata da tutto il sistema politica mondiale che vuole fare di tutto per impedire che si possa mettere in discussione questa situazione per loro molto profittevole. Secondo il rapporto inoltre “l’estrema disuguaglianza economica oggi non è uno stimolo alla crescita, ma un ostacolo al benessere dei più. Finché i Governi del mondo non agiranno per contrastarla, la spirale della disuguaglianza continuerà a crescere, con effetti corrosivi sulle istituzioni democratiche, sulle pari opportunità e sulla stabilità globale”. Ma è inutile continuare a parlare della disuguaglianza come se fosse una calamità naturale che arriva dall’alto, è un qualcosa di perfettamente voluto dalle classi dominanti. Anche in Italia del resto secondo l’Ocse a partire dagli anni Ottanta la disuguaglianza economica è cresciuta del 33% (dato più alto fra i paesi OCSE, la cui media è del 12%). Circa l’1% dei più ricchi possiede quanto posseduto dal 60% della popolazione ma nonostante questo gli italiani sono completamente ostili a qualsiasi movimento che metta in discussione il neoliberismo sfrenato incarnato tra gli altri anche da personaggi come Matteo Renzi. 

Tra le raccomandazioni delineate da Oxfam nel rapporto di ricerca, che ha ricevuto, tra gli altri, gli apprezzamenti di Kofi Annan, Jeffrey Sachs e Joseph Stiglitz : la necessità che gli Stati del Mondo promuovano politiche tese a garantire un salario minimo dignitoso, ma nessuno in Occidente ha la minima idea di farlo, anzi semmai si vuole procedere a una colpevolizzazione della povertà puntando sull’inganno di far credere a tutti che è possibile diventare “ricchi”. 

Gracchus Babeuf

VAI SULLA PAGINA FB DEL TRIBUNO

 

Link Sponsorizzati:

Commenti chiusi.

Link Sponsorizzati:
Scroll To Top