L'Impero non può contemplare una alternativa a se stessoTribuno del Popolo
domenica , 22 gennaio 2017
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L’Impero non può contemplare una alternativa a se stesso

L’Impero non può contemplare una alternativa a se stesso

Ogni impero che si rispetti pensa a se stesso come “Universale” ed “Eterno”. Di conseguenza nessuno di essi sarà mai portato a contemplare la possibilità dell’esistenza di un’alternativa a se stesso, se non sotto costrizione. Esistono poi imperi sia basati sull’imperio delle armi, sia su quello della moneta, e in questo senso l’Eurozona rappresenta il moderno Impero, che come quelli antichi pensa a sè come un insieme immutabile e intoccabile. 

Una battuta inflazionata tra analisti e appassionati della politica è che la Germania sia riuscita a fare con l’Euro quello che non era riuscita a ottenere con le armi nel corso della Prima e Seconda Guerra Mondiale. Sicuramente è un pensiero considerato non politicamente corretto in quanto la vulgata dei media ci presenta Berlino come democratica, progressista e all’avanguardia. A scegliere però da che angolatura guardare alla storia però sono i media e i professionisti dell’informazione che vengono ovviamente controllati dal miglior offerente. Eccoci qui quindi di fronte al paradosso di un potere che gestendo ogni aspetto della società non può certo permettere che si diffondano idee o ragionamenti che mettano in crisi la sua autorità. La Germania infatti non è sola, c’è anche l’Eurozona che, almeno in teoria,  sarebbe stata creata sulla base di ideali condivisi, ideali poi disattesi da come l’Eurozona si è comportata di fronte alla crisi economica che ha colpito l’Europa. Quando le cose sono andate male, ecco che i nodi sono andati al pettine e le istituzioni europee hanno mostrato il loro vero volto, ovvero il volto del potere che, quando non può occuparsi degli interessi di tutti, finisce per occuparsi esclusivamente dei propri. Non ci credete? Basti pensare all’enorme salvataggio di tutte le banche europee effettuato dal 2008 in poi, guarda il grafico qua sotto:

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Insomma la crisi europea sembra essere una crisi prettamente politica, una crisi cioè che potrebbe tranquillamente venire superata ma che si preferisce che serva a creare consenso e potere per una “elite”, la stessa che controlla inevitabilmente tutti i gangli delle istituzioni europee e gli apparati mediatici che permettono di irradiare il “pensiero unico” in modo da confondere le idee e impedire la formazione di un pensiero critico alternativo. “Europa” quindi non vuol dire solo tutte quelle belle cose che vengono declamate per descriverne le sorti progressive,  ma vuol dire un preciso piano di sviluppo politico ed economico, un piano che ne esclude automaticamente altri. Europa significa preminenza degli istituti bancari sulle persone, Europa significa che le banche diventano più importanti anche degli stessi Stati e che i singoli popoli non sono nemmeno in grado di poter decidere da se stessi il loro futuro dato che la loro sovranità viene condizionata dalla situazione economica, ovviamente determinata anche da accordi pregressi che ricadono sui popoli come mannaie. Ma quello che bisognerebbe cercare di spiegare ai “politically correct” dell’Europa e ai pasdaran della superiorità morale dell’Europa e dei suoi valori è che il mondo sarebbe rimasto immutabile se si fosse sempre accettato di rispettare gli accordi tra le classi per non rompere la pace sociale. Il feudalesimo sarebbe ancora lì se i popoli non fossero insorti contro l’Ancien Regime arrivando a tagliare le teste in modo anche simbolico dei Re. Per questo quanti sostengono che l’Eurozona sia inevitabile ricordano quelli che, disperatamente, dopo la Rivoluzione Francese si affrettarono a finanziare una controrivoluzione per riportare quell’Ancien Regime che si pensava fosse eterno, voluto da Dio, e quindi immutabile. Chiaramente i nobili, i cavalieri, ma anche tutti i liberi professionisti, i preti e tutti coloro che in qualche modo ricoprivano una posizione privilegiata nella Francia dell’epoca guardarono di cattivo occhio la rivoluzione che rischiava di travolgere i loro privilegi. Oggi, di fronte alla crisi economica, (anche quella della Francia di fine Settecento fu una dura crisi economica) che mette in crisi la stessa sopravvivenza del sistema neoliberista europeo, accade allo stesso modo il “sistema” difende se stesso escludendo a priori ogni tipo di alternativa, e ovviamente tutti coloro che con questo sistema hanno raggiunto una posizione di privilegio tendono a difenderlo con le unghie e con i denti.

Gb

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