L'indignazione selettiva della "sinistra" (?) italianaTribuno del Popolo
giovedì , 21 settembre 2017
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L’indignazione selettiva della “sinistra” (?) italiana

In questi giorni che le bombe israeliane seminano morte e distruzione a Gaza sui social network si leggono migliaia di persone scrivere status indignati e invocare la pace e la fine delle guerre nel mondo. Tutto molto bene, ma dove erano costoro quando i jihadisti assaltavano la Libia e la Siria o quando i golpisti di estrema destra allestivano la farsa del Majdan a Kiev? 

Prima una piccola premessa, non vogliamo fare polemiche gratuite sulla pelle della sofferenza delle persone che muoiono a Gaza come a Damasco, a Donetsk come a Bengasi. Le morti, quello sì, sono tutte ugualmente tragiche, quindi non faremo classifiche di importanza nè cercheremo di giustificare violenze. La nostra vuole essere solo un’amara, amarissima riflessione sul funzionamento dell’indignazione selettiva  (LEGGI QUI) nel nostro mondo occidentale. Vorremmo capire che cosa spinge alcuni personaggi della cosiddetta “sinistra” de-ideologizzata e modernista italiana a indignarsi per le case sbrecciate di Gaza e a tacere vergognosamente quando le case dilaniate erano quelle dei libici o dei siriani. A Damasco dopo un pò è emerso con chiarezza come l’opposizione al governo fosse egemonizzata da jihadisti spietati e senza scrupoli che crocifiggono gli infedeli, assaltano le chiese e lanciano colpi di mortaio su scuole e quartieri residenziali, nessuno però ha anche solo pronunciato una singola parola di denuncia nei confronti dei ribelli siriani, guardacaso ritenuti i “buoni” da Stati Uniti and friends. Stessa cosa in Libia dove nell’ottica della “cacciata del dittatore” Gheddafi si sono giustificati bombardamenti a tappeto della Nato su civili che hanno provocato migliaia di morti e decine di migliaia di feriti. Per non parlare dell’Ucraina dove, sull’onda dell’odio per l’ “omofobo” e cattivissimo Putin si è voluto soprassedere anche sulla presenza di neonazisti nelle piazze. A Gaza invece sono tutti presenti, e ciò è bene, a invocare la pace, a condannare le violenze di Israele, a chiedere giustizia per gli innocenti uccisi. Evidentemente questo accade perchè la questione palestinese è ben radicata e sentita anche perchè non è una cosa nuova, si tratta di una crisi che ogni tot anni torna a occupare le prime pagine dei giornali. Sulle altre vicende ormai è evidente invece che gran parte di questa sinistra “pacifista e moderna”, ormai de-ideologizzata e quindi nulla nelle proposte, si allinea spaventosamente alla visione “democratica” offerta dal mainstream made in Usa. Convinti di essere militanti indomiti per la pace, finiscono per abboccare a tutto quello che leggono, non capendo che diventano solamente segmenti di mercato che vengono indignati su ordinazione all’occorrenza. Noi invece, che ci siamo intellettualmente schierati contro ogni guerra e ingerenza ovunque nel mondo, continueremo a farlo sempre, senza distinguere tra lotte che ci inducono “simpatia” e altre che invece ci lasciano indifferenti.

Gracchus Babeuf

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