L'insostenibile scelta di BarbaraTribuno del Popolo
domenica , 28 maggio 2017
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L’insostenibile scelta di Barbara

Barbara Spinelli, personaggio di punta della lista alle Europee “L’Altra Europa per Tsipras”, sembra sempre più destinata ad accettare l’elezione al Parlamento europeo, rimangiandosi così la promessa fatta.

Dovrà impegnarsi Barbara Spinelli per riuscire a spiegare ai suoi elettori il motivo della sua decisione, a questo punto sempre più probabile, di accettare l’elezione al Parlamento europeo, rimangiandosi così la promessa fatta ai tempi della campagna elettorale, quando aveva giurato che avrebbe concesso il suo seggio al primo eletto. A far cambiare idea alla Spinelli sarebbero state le pressioni di Alexis Tsipras, leader di Syriza in Grecia e sponsor della lista, ma sono già parecchi i militanti in imbarazzo che non sanno come commentare quella che si configura come l’ennesima presa in giro. Anzi ora è talmente scontato che la Spinelli andrà al Parlamento Europeo che bisogna solo capire a chi ruberà il seggio, se a Marco Furfaro di Sinistra e Libertà o se a Eleonora Forenza di Rifondazione. A seconda di chi dovrà lasciarle il seggio potrebbero esserci ripercussioni diverse, dal momento che sia Rifondazione che Sinistra e Libertà non si trovano in una bella situazione interna. Basti pensare che Sel al momento è attraversata da uno scontro tra l’area che vorrebbe insistere sulla lista Tsipras per costruire una nuova sinistra italiana e quella che vorrebbe invece entrare a capofitto nel Pd. Non è più un segreto che Gennaro Migliore, capogruppo della camera, ha chiesto in questi giorni un “contenitore unico” tra Sel e Pd, spiazzando ulteriormente la base che ha sostenuto la lista Tsipras proprio perchè alternativa sia a Renzi che a Grillo. Così mentre si discute su chi mandare in Europa assieme alla Spinelli, si fa persino strada l’opzione lotteria, ovvero l’estrazione che decida tra Forenza e Furfaro, era già successo nel 2004 proprio con Rifondazione. Insomma alla faccia della litigiosità dei partitini ora questa cosiddetta nuova “sinistra unita” rischia di cadere nella polvere ancor prima di cominciare grazie ai ripensamenti di una delle intellettuali di punta come la Spinelli. Magari a parole ha parlato di una sinistra moderna e innovativa, ma nella prassi la sua sinistra sembra molto, troppo simile, alla vecchia.

Redazione

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