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lunedì , 29 maggio 2017
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L’interesse generale all’informazione

Il mondo di Internet ha agevolato l’informazione. In realtà c’è anche chi sostiene che in realtà il mondodell’informazione è rimasto sempre uguale. I lettori interessati ad uno specifico argomento continuano a leggere notizie e quindi giornali che si occupano di quello specifico argomento.

Fonte: Oltremedianews

Con sentenza 15 giugno 1972 n. 105 la Corte costituzionale ha stabilito che “Esiste un interesse generale alla informazione – indirettamente protetto dall’articolo 21 della Costituzione – e questo interesse implica, in un regime di libera democrazia, pluralità di fonti di informazione, libero accesso alle medesime, assenza di ingiustificati ostacoli legali, anche temporanei, alla circolazione delle notizie e delle idee”.

Anche l’articolo 70 così recitava nella sua versione originaria: “Il riassunto, la citazione o la riproduzione di brani o di parti diopera, per scopi di critica, di discussione ed anche di insegnamento, sono liberi nei limiti giustificati da tali finalità e purché non costituiscano concorrenza alla utilizzazione economica dell’opera. Nelle antologie ad uso scolastico la riproduzione non può superare la misura determinata dal regolamento il quale fisserà la modalità per la determinazione dell’equo compenso. Il riassunto, la citazione o la riproduzione debbono essere sempre accompagnati dalla menzione del titolo dell’opera, dei nomi dell’autore, dell’editore e, se si tratti di traduzione, del traduttore, qualora tali indicazioni figurino sull’opera riprodotta.“ Il nuovo testo recita: “Il riassunto, la citazione o la riproduzione di brani o di parti di opera e la loro comunicazione al pubblico sono liberi se effettuati per uso di critica o di discussione, nei limiti giustificati da tali fini e purché non costituiscano concorrenza all’utilizzazione economica dell’opera; se effettuati a fini di insegnamento o di ricerca scientifica l’utilizzo deve inoltre avvenire per finalità illustrative e per fini non commerciali”. 

Quindi ci sono due novità: l’introduzione dell’espressione “comunicazione al pubblico”, che ricomprende l’utilizzazione di tutti i mezzi di comunicazione, sia in quelli esistenti nel 1941 (giornali e radio) sia in quelli introdotti successivamente (tv e web).

 N.G.

Fonti:

  •  Corte Cost., sentenza n. 105 del 15 giugno 1972
  •  Decreto Legislativo n. 68 del 9 aprile 2003
  •  Legge n. 633 del 1941

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