L'ira di Napolitano e la legge di ineleggibilitàTribuno del Popolo
domenica , 28 maggio 2017
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L’ira di Napolitano e la legge di ineleggibilità

Il giornale “Libero” chiede a Napolitano di fare una grazia a Berlusconi. Il PD getta benzina sul fuoco con il nuovo disegno legge per risolvere la questione dei conflitti di interesse.

Giorgio facci la grazia” il titolo del quotidiano diretto da Maurizio Belpietro, la cui arroganza ha provocato una dura reazione da parte del Capo dello Stato. Napolitano ha affermato che solo l’ipotesi di una concessione di grazia a Berlusconi è “un segno di analfabetismo e sguainatezza istituzionale”. E’ inconcepibile che si porti all’attenzione del Presidente una tale questione, e ribadisce: “Speculazioni che danno il senso di una assoluta irresponsabilità politica che può soltanto avvelenare il clima della vita pubblica”. La sorte di Berlusconi è legata inevitabilmente alla sorte di tutti coloro che lo sostengono: PDL, Fininvest, giornali, tutti i suoi dipendenti, collaboratori con tutte le giovani che mantiene. Il suo potere è così diffuso e radicato che far cadere un simile colosso vorrebbe dire creare una voragine nella società che dovrebbe far affogare tutta questa grande famiglia di malaffare, per essere sostituita prontamente con qualcos’altro di altrettanto grande ed efficace e possibilmente più onesto. Venti anni di berlusconismo non si cancellano in fretta e il clima della vita pubblica, che Napolitano vuole difendere, è impregnato di berlusconismo. Quando la mafia prende il controllo. Le nostre istituzioni avranno la forza di abbatterlo? Il Cavaliere si mostra tranquillo e sereno come suo solito. Nega tutto ed ignora i motivi delle sue accuse: “Sarò assolto” perché non può temere qualcosa che non esiste: “Io sono sereno perché credo che, leggendo le carte, non ci possa essere che una mia assoluzione piena”. Intanto, continua a ribadire che darà sempre un vivo appoggio al governo “per fare ciò che serve” al Paese. In attesa del fatidico 30 luglio, quando la Cassazione assolverà o condannerà Silvio a 4 anni di reclusione e 5 anni di interdizione dai pubblici uffici, il PD coglie la palla al balzo e si decide a trattare la questione sul conflitto d’interesse. E’ stato redatto un disegno legge sull’ineleggibilità, ora deposto a palazzo Madama, sottoscritto da oltre ventisei senatori. Con questa legge si costringerà il Cavaliere a scegliere tra l’azienda e il Parlamento. Non potrà più occupare due ruoli, evitando in questo modo di far piegare gli interessi della politica a quelli dell’azienda. Spiega Mucchetti, uno dei primi firmatari del documento: “L’azionista eletto parlamentare deve conferire entro 30 giorni a un soggetto la vendita delle partecipazioni azionarie, che dovrà avvenire entro 365 giorni. L’acquirente non deve avere rapporti azionari o professionali con il venditore, e deve essere un soggetto diverso da coniuge, convivente e parenti fino al quarto grado e soggetti diversi da amministratori della stessa società”. Questa legge servirebbe, principalmente, a riconoscere la situazione di incompatibilità, e non causerebbe l’immediata decadenza del mandato parlamentare, in quanto si concederà all’interessato di fare la sua scelta tra l’azienda o lo scranno. Questo, è da dire, non esclude la possibilità che, in caso decida di rimanere parlamentare, spinga le forze politiche a lavorare per gli interessi della società.

Glenda Silvestri

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