L'Isis e la cattiva coscienza a stelle e strisceTribuno del Popolo
giovedì , 21 settembre 2017
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L’Isis e la cattiva coscienza a stelle e strisce

Ora gli Usa bombardano l’Isis che diventa la priorità nella lotta al terrore. Pochi mesi prima però gli Usa facevano finta che l’Isis non esistesse e il senatore J.McCain è stato ritratto in alcune foto nel 2008 assieme a quello che sarebbe diventato l’addetto stampa dello Stato Islamico. Lo schema quindi sembra essere sempre lo stesso: finanziare gruppi armati che prima o dopo finiscono per “mordere la mano del padrone”. 

mccain

 

Basta guardare questa foto per rendersi conto che qualcosa non va proprio come ci viene spiegato. Per chi non lo sapesse John McCain è un senatore repubblicano degli Stati Uniti che è stato anche candidato presidenziale e che è molto attivo nel decidere e plasmare la politica estera a stelle e strisce. McCain era proprio quello presente in piazza Majdan poco prima che la rivolta di piazza salisse di livello e aumentasse di qualità portando alla fine del governo di Yanukovich e all’inizio della guerra civile. Ora il mondo ha scoperto la ferocia dell’Isis, lo Stato Islamico che terrorizza e uccide in Medio Oriente, e i media ci hanno presentato gli Usa come il Paese pronto a intervenire per salvare il mondo, ancora una volta, dalla follia della Jihad. Peccato che fino a sei mesi fa il “nuovo Hitler” fosse Bashar al-Assad, presidente di un paese, la Siria, dove non c’era sicuramente posto per l’estremismo religioso e dove le varie confessioni vivevano in sostanziale rispetto reciproco da diversi secoli. Non una parola veniva pronunciata contro la cosiddetta opposizione, anzi, al contrario, la Casa Bianca ha raccontato un mucchio di frottole parlando di “ribelli moderati” cui ha destinato somme ingenti di denaro proprio per combattere Damasco. Inutile dire che questi cosiddetti ribelli moderati, laddove esistevano realmente, sono ben presto diventati subordinati all’Isis e ad altri gruppi jihadisti, col risultato che le armi e le attrezzature inviate ai “moderati” sono finite nelle mani dei jihadisti, e appare davvero strano che alla Casa Bianca non lo sapessero. Insomma lo schema americano sembra essere quello di sempre: foraggiare diversi gruppi armati presenti in campo in modo che, chiunque vinca, comunque gli interessi americani verranno difesi. Una tattica ardita, la stessa utilizzata con Al Qaeda quando era un’alleata contro l’Unione Sovietica. Ora che l’Isis ha morso la mano del padrone ecco che gli Stati Uniti sono pronti a intervenire  a bombardare mostrandosi così come i paladini della libertà e come coloro grazie a cui migliaia di iracheni e siriani riconquisteranno la propria libertà.

GB

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