L'Isis è una minaccia per l'Europa. Lo conferma l'Arabia SauditaTribuno del Popolo
martedì , 30 maggio 2017
Ultime Notizie
Link Sponsorizzati:

L’Isis è una minaccia per l’Europa. Lo conferma l’Arabia Saudita

L’Arabia Saudita avrebbe messo in guardia il mondo sull’Isis sostenendo che se non si interverrà subito per debellarlo il terrorismo arriverà in Europa. La cosa inquietante è che proprio l’Arabia Saudita avrebbe finanziato il Califfato islamico per anni. 

In Arabia Saudita c’è il petrolio, tanto petrolio, motivo in più per intrattenere con il paese saudita ottimi rapporti diplomatici. Questo almeno è quello pensano gli Stati Uniti che con i sauditi intrattengono ottimi rapporti diplomatici e commerciali evitando di rompere le uova nel paniere a Riad su temi scottanti come quello dei “diritti umani” che invece sono il cavallo di battaglia di Washington quando si tratta di accusare un paese scomodo e trovare un casus belli. Ora, mentre in Siria da quattro anni si combatte una guerra civile che l’Occidente ha fomentato nell’illusione di vedere allontanato Assad, il mondo ha scoperto la furia jihadista dell’Isis e di colpo si è spaventato nel timore che il Califfato compia altri genocidi. L’Isis è una creatura della guerra in Siria e ha ricevuto appoggi, armi e denaro proprio da quei paesi che avevano interesse nella destabilizzazione della Siria, ovvero la Turchia, il Qatar, e ovviamente l’Arabia Saudita. Ora, ironia della sorte, proprio i sauditi avvisano che se non si fermeranno i jihadisti dell’Isis entro un anno il terrorismo arriverà sin dentro l’Unione Europea, una frase pesante e ancora più pericolosa in quanto detta a ragion veduta dal momento che l’Arabia Saudita c’entra eccome con la nascita e lo sviluppo dell’Isis anche se nessuno in Occidente sembra chiederne conto. In un articolo apparso su The Atlantic Steve Clemons, giornalista e fondatore dell’American Strategy Program, ha sollevato il problema del ritorno del terrorismo e dei nemici allevati in casa dagli alleati sauditi. Del resto come detto poco sopra è ormai risaputo che i sauditi sono i principali sostenitori delle milizie ribelli in Siria, quindi impossibile non pensare a uno stretto legame anche con l’Isis. Nel gennaio 2014 John McCain, senatore repubblicano molto attivo in politica estera, dichiarava alla Cnn in polemica con Obama: “Grazie a Dio per i Sauditi e il principe Bandar“.Nemmeno un mese dopo alla conferenza per la sicurezza di Monaco aveva anche ribadito il concetto: “Grazie a Dio per i Sauditi e il principe Bandar, e i nostri amici del Qatar“. Bandar è il principe Bandar bin Sultan che all’epoca era anche il numero uno dell’intelligence saudita oltre che ambasciatore negli Usa dal 1983 al 2005. Bandar ha rappresentato la monarchia integralista saudita di fronte a vent’anni di presidenti americani fino alle sue dimissioni arrivate nell’agosto del 2013. Dopo gli Usa avrebbero fatto pressioni per non inoltrare più miliardi all’opposizione incontrollata della Siria, e alla fine Bandar è stato dimesso. Ma secondo quanto ricordato da Clemons, le dimissioni sarebbero state la conseguenza di attriti sulla gestione della questione della Siria da parte dell’Arabia Saudita dal momento che gli Usa, assieme a Francia e Turchia, avrebbero investito sul disorganizzato e non rappresentativo Free Syrian Army, ben presto fagocitato da Al-Nusra e dall’Isis. Insomma dall’Arabia Saudita invece sarebbero arrivati i miliardi per l’Isis anche se attraverso capitali privati, motivo per cui l’Isis è una creatura indiretta dell’Occidente che ora potrebbe anche mordere le mani del padrone. 

VAI SULLA PAGINA FB DEL TRIBUNO

 

Link Sponsorizzati:

Commenti chiusi.

Link Sponsorizzati:
Scroll To Top