L'Isis, l'Ucraina e lo spettro della guerra globaleTribuno del Popolo
venerdì , 20 ottobre 2017
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L’Isis, l’Ucraina e lo spettro della guerra globale

Lo Stato Islamico ha diffuso negli ultimi giorni nuovi video dell’orrore tra cui quello nel quale il pilota giordano prigioniero veniva letteralmente bruciato vivo in una gabbia. Ma l’Isis compie questi abominii ormai da mesi e mesi contro civili inermi senza che nessuno stia realmente intervenendo. E dato che in molti al posto di utilizzare toni accomodanti buttano benzina sul fuoco anche in Ucraina, il rischio è quello di essere in un piano inclinato verso la guerra globale. 

Dalle decapitazioni dei prigionieri lo Stato Islamico ha operato un “salto di qualità” della barbarie pubblicando un video nel quale il pilota giordano preso prigioniero qualche settimana fa è stato bruciato vivo all’interno di una gabbia. Come al solito tutti hanno esecrato il gesto a cominciare da Obama, ma nessuno continua ad affrontare il nodo principale ovvero il perchè nessuno faccia notare a Obama come agli altri presidenti oggi indignati dalle violenze dell’Isis, che proprio i miliziani islamici sono stati foraggiati, addestrati, coperti e finanziati proprio dall’Occidente e dai suoi alleati. Se da un lato infatti Stati Uniti e Occidente prendono le distanze dalla violenza e promettono una guerra allo Stato Islamico, dall’altro sul terreno a combattere contro l’Isis sono i curdi e i soldati siriani di Assad. Visto e considerato che l’Occidente e gli Usa ritengono Assad alla stregua di un nuovo Hitler, proprio come Milosevic e Saddam prima di lui e Gheddafi solo nel 2011, appare evidente che vogliano utilizzare questa come scusa per non intervenire per davvero contro l’Isis di Al Baghdadi, non certo una forza irresistibile dal punto di vista militare. Peccato che al posto di colpire ora l’Isis che si trova in difficoltà militare, si continua al contrario a combatterlo solo a parole, lasciando che siano altri a fare quel “lavoro sporco” che evidentemente all‘Occidente non conviene fare. Se poi si unisce la situazione della Siria con un filo rosso a quella in Ucraina, ecco che otteniamo una situazione terribile nella quale il rischio è quello di aver intrapreso una strada che porta direttamente alla guerra globale. Anche perchè dalla Casa Bianca non arrivano certo appelli alla pace, anzi, gli Stati Uniti sarebbero in procinto di fornire a Kiev delle armi tattiche il che porterebbero  inevitabilmente a una ulteriore marcia verso la guerra totale. La sensazione è quella che ci sia qualcuno che sta utilizzando gli spettri dell’instabilità e della violenza per ottenere dei vantaggi a carattere geopolitico, peccato che il rischio sia il solito: quello di evocare forze che poi non si è più in grado di controllare.

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