Lista Tsipras. Ancora polemiche sulle candidature decise dai "professori"Tribuno del Popolo
venerdì , 9 dicembre 2016
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Lista Tsipras. Ancora polemiche sulle candidature decise dai “professori”

Lista Tsipras. Ancora polemiche sulle candidature decise dai “professori”

La lista Tsipras doveva nascere come lista di sinistra dal basso e invece ora che le candidature sono state rese note è il momento delle polemiche. Dopo la presa di distanze dei Comunisti Italiani, estromessi dalle candidature, anche Rodotà ha criticato le candidature. Come se non bastasse poi sono esplose le polemiche anche su Valeria Grasso, imprenditrice antimafia che era molto vicina a Fratelli d’Italia. 

I sei “professori” garanti della lista Tsipras hanno presentato le liste e stanno ora godendo di ampio spazio su tv e giornali per presentare il loro progetto di Europa alternativa. Peccato che una buona lista, che vede come candidato premier quel Tsipras capace di portare la sinistra ellenica dalle stalle alle stelle, in Italia si sia invece configurata per qualcosa di diverso, ben lontana dalla lista dal basso e inclusiva che il leader di Syriza si era augurato. Passi per le polemiche scatenate dai Comunisti Italiani, che hanno appoggiato sin dall’inizio la lista per poi vedersi completamente esclusi dalle candidature, al punto che il Pdci potrebbe persino smarcarsi dalla lista. Passi anche per la candidatura contestatissima di Valeria Grasso, imprenditrice antimafia che in passato era stata molto vicina a Fratelli d’Italia, tessendo le lodi della Meloni e di La Russa. Passi anche quello ma difficilmente passerà  la presa di distanze di Stefano Rodotà, quello che era stato visto come un punto di riferimento autorevole. Rodotà ha definito come “una scelta rischiosa” la scelta delle candidature in vista delle Europee, anzi è andato anche oltre parlando di una operazione politica “che pericolosamente assomiglia alla lista Arcobaleno e alla più recente Rivoluzione Civile di Antonio Ingroia, con i pessimi risultati elettorali che conosciamo“. Lo stesso Rodotà ha scritto su “La Repubblica” parole molto interessanti: “È una impresa rischiosa e, proprio per questo, vorrebbe dai suoi promotori un rigore estremo. Dal passato vengono esempi che ammoniscono sul rischio legato a logiche autoreferenziali (il fallimento nelle ultime due elezioni politiche dalla Sinistra arcobaleno e della lista Ingroia). Dal presente viene l’obbligo a riflettere su che cosa significhi, al di là del fatto simbolico, il riferimento a Tsipras e al suo partito, Syriza.”. Forse i vari intellettuali di Repubblica, a cominciare da Barbara Spinelli, dovrebbero capire cosa è davvero Syriza, ovvero un partito di sinistra all’interno del quale si trovano anche componenti comuniste che vengono rispettate dalle altre parti e ricevono pari dignità. La volontà dei “professori” di escludere i “cattivi” e di gestire le liste a proprio piacimento non ci convince, e non convince nemmeno Rodotà che infatti ha suggerito che la lista Tsipras italiana sia ben ben diversa dal partito Syriza: “Si tratta (dice riferendosi a Syriza, ndr) di una esperienza maturata attraverso un lavoro politico non breve e che si è consolidato grazie a una intensa presenza sociale. Condizioni, queste, che non trovano corrispondenza nella lista italiana e nella variegata coalizione che la sostiene, che peraltro non ha dato una esaltante prova di sé proprio nella scelta delle candidature, come attestano le cronache di ieri. Per tutti quelli che vogliano andare oltre la semplice critica al governo Renzi, si apre una stagione assai impegnativa. Ma proprio con queste difficoltà bisognerà misurarsi“. Insomma estromettendo comunisti e includendo personaggi che sono stati vicini a Fratelli d’Italia non ci sembra proprio il migliore dei modi per riunificare e ricostruire la sinistra, ma tant’è, evidentemente Barbara Spinelli e soci hanno altre idee a riguardo.

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