Lista Tsipras: ecco il programmaTribuno del Popolo
lunedì , 29 maggio 2017
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Lista Tsipras: ecco il programma

Il IV congresso della Sinistra Europea, di cui Alexis Tsipras è il candidato alla presidenza della Commissione Europea, si è concluso con un documento politico che sarà alla base delprogramma delle elezioni europee 2014. Ne riportiamo una sintesi.

Fonte: Oltremedianews

La Sinistra Europea dà molta importanza alle elezioni europee del 2014. Ci vede, di fronte all’astensione e alla sfiducia dei cittadini, una possibilità di politicizzazione attorno ai problemi europei. L’attuale composizione del Parlamento europeo è dominata dalle forze del consenso neoliberista. C’è un bisogno urgente di un cambiamento politico. Dobbiamo fare di tutto per mettere in scacco i responsabili della crisi e del suo peggioramento. È dunque necessario rafforzare la sinistra al Parlamento europeo per sostenere il progetto alternativo e le forze che se ne fanno carico […]. Durante questa campagna, la nostra ambizione è di permettere la coalizione dell’insieme delle forze che non vogliono più l’austerità e che cercano soluzioni di uscita dalla crisi”. Così recita uno dei passaggi più significativi del lungo documento programmatico che riassume e conclude il IV congresso della Sinistra Europea, tenutosi a Madrid alla fine del 2013, che ha lanciato Alexis Tsipras, leader del partito di sinistra greco Syriza, verso la candidatura alla presidenza della Commissione Europea. Tsipras, sostenuto da varie liste dei paesi dell’Unione, sfida i maggiori partiti europei di destra e di centro-sinistra, nonché le istituzioni finanziarie europee e mondiali, con un programma autenticamente progressista e socialista, basato sul documento politico che andiamo a riassumere.

Il documento si apre con un’analisi rigorosa e impietosa dell’attuale situazione europea e mondiale. La crisi del capitalismo non è congiunturale, bensì sistemica. Lo strapotere della finanza e il paradigma neoliberista, che sono alla base dell’Unione Europea per come è adesso, sono definiti i maggiori responsabili dell’arretramento della democrazia e dei diritti dei lavoratori, dei danni all’ambiente e del mancato raggiungimento della pace. L’Unione Europea è stata costruita “al servizio della finanza”, e il suo ruolo è quello di servire i mercati, anziché i popoli d’Europa. Le privatizzazioni, la precarietà, la riduzione della protezione sociale, la repressione, l’euro e la BCE sono strumenti al servizio del capitale. Con la crisi le perdite della finanza sono state socializzate, ed è stato privatizzato tutto quello che era possibile privatizzare per garantire alle élite economiche altri profitti. I piani di salvataggio per gli stati sono in realtà serviti a salvare lebanche, e hanno comportato da parte degli stati più deboli dell’Unione l’accettazione di misure severissime di austerità e di privatizzazioni selvagge.

In un contesto del genere, alcune categorie di cittadini hanno risentito, se possibile, più di altre della crisi. In alcuni paesi dell’Unione Europea, un giovane su due non lavora. Le donne continuano a fronteggiare disuguaglianze di salario e di diritti, e le persone LGBT faticano a vedere riconosciuti i propri diritti.

Inoltre, l’avanzare della crisi va di pari passo con l’avanzare dell’autoritarismo. Chi contesta le politiche liberiste di austerità va incontro a una repressione talvolta brutale. Il potere è spesso trasferito dalle istituzioni democratiche a quelle tecnocratiche: i governi tecnici, non eletti e/o di unità nazionale applicano i memorandum contro i quali i popoli hanno protestato. Cresce inoltre la forza di movimenti nazionalisti, di estrema destra e talvolta dichiaratamente fascisti o nazisti. Questa crescita si accompagna al rilancio dell’anticomunismo, volto a screditare una visione alternativa della politica, della società e dell’economia.

Di fronte a questa situazione mondiale e, in particolar modo, europea, la Sinistra Europea ha una responsabilità storica. “Il capitalismo non può essere umanizzato”, come recita il documento. La Sinistra Europea si propone di unire tutte le forze socialiste, comuniste, ecologiste, femministe, repubblicane che siano accomunate dalla comune visione anticapitalista. Il suo scopo è proporre un paradigma alternativo a quello neoliberista, che attualmente vige in Europa ed è condiviso anche dalle forze social-democratiche, che fanno parte di ben 17 governi o maggioranze in Europa e che non costituiscono un’alternativa politica e sociale alla destra. La Sinistra Europea indirizza da tempo i propri sforzi verso un coordinamentoeuropeo delle lotte; essa, inoltre, intende intensificare il dialogo con le forze progressiste e anticapitaliste dei paesi non UE, dei paesi dell’ALBA (come Cuba e il Venezuela), dei paesi africani e dei BRICS.

Le proposte della Sinistra Europea riguardano:

  • Lavoro e produzione. Occorre in primo luogo innalzare il livello dei diritti dei lavoratori salariati, garantendo l’uguaglianza fra i due sessi si fronte al lavoro. Una remunerazione minima e una pensione minima decenti sono al centro delle priorità della Sinistra Europea. Bisogna ridurre i tempi del lavoro senza ridurre i salari o allungare l’età della pensione. Inoltre, è necessaria una riappropriazione pubblica di alcuni settori strategici.
  • Servizi pubblici. Ogni tipo di privatizzazione è combattuta con fermezza. L’educazione deve essere pubblica, libera e di qualità, accessibile a tutti, dall’asilo nido all’educazione permanente: “La scuola deve permettere l’emancipazione e la co-educazione di cittadini che stiano in piedi e non sottomessi”. La sanità pubblica va ricostruita e sviluppata, rendendola accessibile a tutti. La casa, l’acqua e l’energia elettrica, diritti umani fondamentali, devono essere gestiti pubblicamente.
  • Transizione ecologica. Occorre sviluppare le energie rinnovabili e applicare misure di risparmio energetico. “Ogni passo verso il progresso sociale deve rispettare il nostro ecosistema”. Una pianificazione ecologica democratica garantirà la combinazione dei bisogni sociali con il salvataggio degli ecosistemi.
  • Politiche agricole. Politiche pubbliche devono sostenere le politiche agricole e alimentari europee, che devono mirare in primo luogo a evitare gli attacchi dei mercati e l’accaparramento delle terre. Il nuovo modello di agricoltura deve essere equo e sostenibile, che garantisca agli agricoltori guadagni decenti.
  • Riorganizzazione della BCE e dell’euro. Secondo la Sinistra Europea, l’uscita dall’euro non porterebbe verso politiche più progressiste, in quanto non tocca il potere dei mercati finanziari. L’uscita, semmai, rischierebbe di accrescere la concorrenza fra gli stati e di far esplodere i debiti pubblici. La Sinistra Europea intende trasformare la BCE e l’euro in strumenti di cooperazione al servizio dei popoli: la BCE (che dovrebbe avere il ruolo di prestatore di ultima istanza) e le banche nazionali vanno dunque sottoposte al controllo pubblico e democratico. Nell’immediato, può essere introdotta la Tobin Tax.
  •  Rinegoziazione e abolizione dei debiti pubblici. Almeno una parte dei debiti insostenibili deve essere cancellata. Una banca pubblica europea potrebbe finanziare a tasso zero la spesa pubblica degli stati membri.
  • Fiscalità. Le imposte sul capitale nei diversi paesi devono essere generalizzate. I prodotti finanziari tossici e i paradisi fiscali vanno combattuti.
  • Riequilibrio dei poteri nelle istituzioni UE. Il potere deve essere trasferito dalla Commissione alle assemblee elettive. La Commissione deve avere soltanto un ruolo esecutivo.
  • Abolizione degli accordi economici e militari. La Nato va smantellata, e le basi militari straniere sul territorio UE devono essere chiuse. Gli accordi di Schengen devono essere aboliti, il Grande Mercato Transatlantico rifiutato.

Come si capisce, un programma così ambizioso pone degli obiettivi strategici che trascendono di gran lunga le imminenti elezioni europee. Per questo la Sinistra Europea proporrà, a partire da quest’anno, una serie di campagne e azioni politiche, nonché un Foro europeo delle alternative, il cui scopo è quello di potenziare il coordinamento europeo delle lotte e rendere credibile il cambiamento politico proposto dalla Sinistra Europea.

Simone Mucci

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