L'Italia e l'ultradestra. Corsi e ricorsi storici | Tribuno del PopoloTribuno del Popolo
sabato , 27 maggio 2017
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L’Italia e l’ultradestra. Corsi e ricorsi storici

L’attuale campagna elettorale, ormai agli sgoccioli, ha visto una forte avanzata delle istanze della destra neofascista sia in ambienti ufficiali che nelle strade delle città italiane. Il settimanale tedesco Die Zeit, che ha condotto uno studio sulla nostra campagna elettorale, ha recentemente evidenziato tutta la pericolosità del fenomeno e i recenti fatti di cronaca sembra che non smentiscano l’analisi.

Fonte: Oltremedia

CASAPOUND, PRESIDIO FUORI DAL TRIBUNALE: "ZIPPO LIBERO" - FOTO 2

Nonostante nel 1952 sia stata costituzionalmente proibita la formazione di schieramenti ispirati al fascismo, il panorama politico italiano del post-guerra è sempre stato frequentato da surrogati del fascismo mussoliniano: dall’Msi a Fiamma Tricolore, da Alleanza Nazionale a La Destra e da Forza Nuova a Casapound. Guardando la storia dell’Italia degli ultimi 50 anni si riesce a vedere chiaramente che non sono mancati movimenti e partiti politici pronti a foraggiare i pensieri di Mussolini, Gentile & Co. Che la Costituzione rimanga disattesa in molti suoi punti è storia ben nota, e le varie proposte di un condono delle eccezioni ad essa fatta fanno riflettere a tal proposito (lavoro, sanità, istruzione, e discriminazione in primis), ma che la riorganizzazione fascista stia pericolosamente superando i limiti di allerta è un fatto rimarcato da più di qualcuno. 

Il settimanale progressista tedesco Die Zeit si dice molto preoccupato del fatto che i neofascisti stiano occupando le piazze lasciate vuote dalla politica istituzionale, che preferisce il tepore dei salotti televisivi. In particolare, sottolinea Die Zeit, la situazione è particolarmente allarmante a Roma, base del movimento <strong “mso-bidi-font-weight:=”" normal”=”">Casapound che si presenterà alle prossime elezioni. L’analisi dei giornalisti della rivista sostiene che, anche essendo improbabile l’ingresso della frangia di ultradestra in Parlamento, è singolare il fatto che le autorità italiane non intervengano per sondare eventuali irregolarità costituzionali nell’azione e nelle idee della fronda. Cosa ancora più grave è, sempre secondo il settimanale, che parte della politica che si definisce democratica, invece di osteggiare queste formazioni, ne incentivi più o meno direttamente l’operato, fatto questo che rappresenta un problema di grande portata storica e morale. 

Come la storia ci ha spesso insegnato, nei periodi di forte instabilità politica, le posizioni autoritarie e apparentemente risolutive fanno breccia tra ampi strati della popolazione. E quindi accade che, seppur la nostra Costituzione ripudi decisamente ogni organizzazione ispirata al fascismo, la rifondazione delle istanze mussoliniane riesca oggi a scorrazzare agevolmente sul territorio italiano. Come l’insoddisfazione del popolo italiano per gli esiti dei trattati di pace di Parigi del 1919 e per il difficile ritorno alla normalità, dopo anni di guerra, furono un terreno fertile per l’avanzata fascista così, oggi, l’assenza dello stato e il degrado a cui è abbandonata gran parte dell’Italia, espongono il nostro Paese ad un inquietante parallelismo. Alle elezioni del 1919 i fascisti non ottennero alcun seggio e Mussolini fu costretto a settimane di gogna pubblica ma, dopo soli due anni, riuscirono a portare i loro deputati in Parlamento e, un anno dopo il loro ingresso nelle istituzioni, marciarono su Roma. Al di là dei credo personali, la storiografia ufficiale (eccezion fatta per le faziose interpretazioni di Volpe e Gentile), concorda sul fatto che il clima di debolezza del governo Giolitti e la poca attenzione prestata alle azioni criminose dei fascisti, che anzi furono spesso avallate dal governo liberale nella lotta al socialismo, garantirono agli squadristi l’appoggio di un numero sempre maggiore di persone nel biennio compreso tra le due votazioni. 

Ignorare le condizioni storiche che cullarono il crimine fascista, rischia di riproporre quello stesso humus. L’auspicio generale è che non occorra un esempio troppo pratico per ricordarsi di tutto questo. Per chiunque volesse rinfrescarsi la memoria è vivamente consigliata la lettura del libro “Marcia su Roma e dintorni“, scritto da Emilio Lussu, nel 1931.

 Fabrizio Leone

 
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