L'Italia scende in piazza per lo Sciopero Generale. E' lo "Stop Act"Tribuno del Popolo
lunedì , 29 maggio 2017
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L’Italia scende in piazza per lo Sciopero Generale. E’ lo “Stop Act”

 

Migliaia di studenti, lavoratori e cittadini sono scesi in oltre 54 piazze rispondendo all’appello di Cgil, Fiom, Uil e Ugl per protestare contro la legge di Stabilità e il Jobs Act di Matteo Renzi. Lo sciopero ha avuto una larga adesione a Torino, dove ha sfilato la Camusso, e a Genova, dove era presente Maurizio Landini per la Fiom. L’adesione sarebbe superiore al 70% ma Napolitano ammonisce: “E’ un segno di tensione” e la Serracchiani attacca: “Sciopero politico”.

Uno Sciopero Generale di vaste proporzioni quello andato in scena fin dalle prime ore della mattina in qualcosa come 54 città italiane. Era uno sciopero annunciato, dal forte significato simbolico, uno sciopero che arriva in un momento molto delicato per il Paese e che, stando alle immagini e ai primi dati della giornata, è anche perfettamente riuscito. Secondo la Cgil i lavoratori che hanno aderito allo sciopero sarebbero oltre al 70%, una cifra molto alta che ci dice anche quanto sia diffuso tra i lavoratori il malcontento nei confronti di un governo, quello Renzi, che viene percepito come ostile e distante. A Torino c’è stato un grande corteo e infatti ha sfilato anche il segretario della Cgil Susanna Camusso mentre a Genova è andato Maurizio Landini della Fiom. A dir poco sconcertanti in  questo senso le parole del presidente della Repubblica Giorgio Napolitano che ha commentato: “E’ un segno di tensione. Spero si dia il via a una discussione pacata. Sarebbe bene che ci fosse rispetto reciproco e non una esasperazione che non fa bene al Paese“. Come a dire che i lavoratori dovrebbero anche rinunciare a protestare e a scioperare in nome di non si capisce bene quale bene nazionale. Intanto vista la fortissima adesione dello sciopero nel settore dei trasporti il presidente della Commissione di Garanzia sugli scioperi Roberto Alesse ha annunciato che verranno valutate sanzioni in quanto lo sciopero nel settore ferroviario resta in violazione delle regole e dovrà essere valutato attentamente nei prossimi giorni“. Proprio alla vigilia dello sciopero di oggi la tensione era salita dopo la precettazione dei ferrovieri decisa dal ministro dei Trasporti Maurizio Lupi. Alla fine il provvedimento è stato revocato ma la tensione è rimasta e lo sciopero è stato davvero generale riguardando tutti i settori, da quello pubblico fino alla scuola e alla sanità. 

cgil

 

Ma lo sciopero questa volta non è piovuto dall’alto, è stato ampiamente condiviso dal basso e infatti le adesioni sono state altissime così come sono state numerose le azioni dimostrative compiute poco prima della dimostrazione. Gli studenti infatti sono stati parte attiva scendendo accanto ai lavoratori condividendone aspirazioni e rivendicazioni. Per questo gruppi di attivisti e studenti hanno compiuto azioni dimostrative da nord a sud con veri e propri blitz all’interno dei luoghi di lavoro in nero, ma anche in bar, negozi e centro città. Gli studenti sono arrivati vestiti da Babbo Natale e consegnando ai presenti il “pacco del Jobs Act”. A Milano alcuni studenti hanno invece occupato simbolicamente il cantiere di Expo e hanno improvvisato un corteo. Particolarmente riuscita la manifestazione di Torino dove il corteo è partito da Piazza Vittorio mobilitando migliaia di persone con carrelli e striscioni. Sempre a Torino davvero simbolico e scenico l’arrivo dei vigili del fuoco che hanno aderito alla protesta presentandosi avvolti da una nuvola di fumogeni rossi. Chiaramente il Pd non poteva prenderla bene e infatti Debora Serracchiani, uno dei mastini di Renzi, è subito accorsa a mordere alle caviglie:  lo sciopero della Cgil e della Uil è diventato politico“. In piazza invece Stefano Fassina a fotografare una rottura sempre più palese all’interno del Pd tra l’area renziana e quella cosiddetta di “sinistra”; Fassina dalla piazza ha affermato: Il governo ascolti i lavoratori e corregga le proprie politiche“. 

garibba

 

(Padova, Photo Credit Davide Busetto)

Landini invece si è presentato a Genova dove è stato lungamente applaudito. Dalla città della Lanterna il segretario della Fiom ha fatto il punto della situazione: “Questo sciopero che in tutto il paese ha accolto anche il sostegno di altre organizzazioni sindacali oltre Cgil e Uil, dimostra con precisione che questo governo non ha il consenso della maggioranza del paese“, e poi ancora “Serve un cambio di politica, si metta al centro la creazione e la difesa dei posti di lavoroe si fa rilanciando davvero gli investimenti. Quello che sta accadendo in questi giorni dimostra ache la validità della piattaforma che avevamo lanciato noi nel settembre scorso. Non serve rendere più facili i licenziamenti, ma il vero problema è combattere la corruzione e l’evasione fiscale“. Ma dalla piazza di Genova Landini ha toccato anche il tema dell’Ilva: Noi almeno da due anni e mezzo diciamo che la siderurgia è uno dei settori strategici per il paese. L’intervento pubblico è indispensabile per fare gli investimenti necessari al settore , ma non significa che dev’essere necessariamente alternativo all’intervento privato. Però quello che serve è comunque una presenza pubblica, un discorso valido non solo per la siderurgia ma anche per altri settori e soprattutto quello che è mancao sempre è uan politica industriale che questo paese non ha mai avuto“.

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