Lo spettro degli hacker rende il sistema vulnerabile?Tribuno del Popolo
lunedì , 29 maggio 2017
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Lo spettro degli hacker rende il sistema vulnerabile?

Una giornata febbrile quella di ieri negli Stati Uniti dove quello che è stato derubricato come “guasto” ha mandato in tilt Wall Street e persino la compagnia di bandiera. Come se non bastasse il 6 luglio l’italiana Hacking Team che vende software-spia ai governi del mondo ha subito un attacco hacker che ha messo a nudo la vulnerabilità del sistema. E ora le internet-wars diventano parte attiva nella gestione dei conflitti del futuro. 

Le guerre del futuro saranno inevitabilmente molto diverse da quelle del passato. Sembra una ovvietà ma con il progredire della tecnologia inevitabilmente bisogna adattare le tattiche di guerra alla nuova realtà. Quanto successo nella giornata di ieri potrebbe rappresentare un esempio che rimarrà impresso a lungo. Senza alcun preavviso infatti la United Airlines, la compagnia di bandiera americana, ha lasciato a terra per ore la sua intera flotta sospendendo qualcosa come 3500 voli, paralizzando quindi i trasporti su scala mondiale. Nessun attacco almeno in teoria, subito la versione ufficiale è stata quella del guasto al sistema informatico anche se risulta molto difficile crederci. Anche perchè secondo analisti ed esperti un attacco di questa natura sarebbe possibile, e sarebbe anche già accaduto a Varsavia, quando due settimane fa la compagnia LOT ha dovuto lasciare a terra 1400 passeggeri proprio a causa di un attacco hacker. Si aggiunga a questo un comunicato dell’Fbi di qualche tempo che invitava le compagnie aeree a prendere le misure adatte a limitare possibili attacchi hacker.

In particolare negli Stati Uniti la storia dell’esperto di sicurezza Chris Roberts aveva fatto scalpore. Roberts infatti nel corso di un viaggio a bordo della United Airlines aveva ironizzato sostenendo che sarebbe stato in grado di entrare nel sistema informatico utilizzato la rete wi-fi senza alcun problema, mettendo così a nudo la debolezza dei sistemi di sicurezza della compagnia. In sostanza Roberts dimostrò come un hacker senza scrupoli avrebbe tranquillamente potuto far cadere l’aereo se lo avesse voluto, dimostrando quindi come siano vulnerabili tutta una serie di sistemi che dovrebbero invece essere intoccabili. Come se non bastasse mentre la United Airlines stoppava i voli, anche Wall Street chiudeva i battenti. Anche in questo caso Wall Street ha parlato semplicemente di guasto, ma diviene molto difficile crederci soprattutto alla luce del fatto che in Israele nel gennaio del 2012 un gruppo di hacker attaccò ripetutamente i siti web della borsa di Tel Aviv e delle banche israeliane. Dunque un attacco di questo genere è possibile, e appare strano che si sia verificato un guasto lo stesso giorno sia nella United Airlines sia a Wall Street.

A completare il quadro un messaggio ufficiale della italiana Hacking Team, società specializzata nella vendita di software-spia a governi di tutto il mondo, dittature comprese. La HT ha scritto nero su bianco di aver subito un attacco hacker e di aver quindi perso anche la capacità di controllare chi utilizza la loro tecnologia. Questo vuol dire che malintenzionati potrebbero aver sottratto i dati del sistema e potrebbero implementarli a piacimento e senza essere rintracciati. Non solo, della questione si sta interessando anche il Copasir, che sta compiendo le verifiche del caso per controllare che i dati dell’intelligence italiana non siano stati hackerati. Insomma il “sistema” globale si riscopre vulnerabile e vittima della complessità da lui stesso evocata probabilmente per estendere in linea teorica la possibilità di controllo su scala globale.

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