Lo spettro dell'Urss 2.0 spaventa l'OccidenteTribuno del Popolo
lunedì , 22 maggio 2017
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Lo spettro dell’Urss 2.0 spaventa l’Occidente

Dapprima invocata come uno spauracchio, l’accusa a Mosca di voler “ricreare l’Urss” diventa una ipotesi sul tavolo. Il premier della Giunta di Kiev Iatsensiuk ha accusato il Cremlino di  voler far “rinascere l’Impero sovietico”.

Fin quando lo dicevano i nostalgici la ricostituzione dell’Unione Sovietica non è mai stata seriamente una opzione sullo sfondo. Non che ora lo sia ma sembra chiaro che i fatti avvenuti in Ucraina, e che sono ancora in corso, sembrano riportare il mondo verso quel bipolarismo dal quale pensava, troppo frettolosamente, di essere uscito nel 1989. Il problema è che la Russia, dopo la caduta dell’Urss, non ha avuto quel benessere e quella ricchezza che erano state prospettate dalle generazioni che hanno picconato il Muro e hanno voluto la svolta verso il libero mercato. Un motivo in più per aumentare la nostalghia del passato, e infatti sondaggi alla mano circa il 36% dei russi riterrebbe migliore il passato sovietico contro il 21% che vorrebbe invece ulteriori riforme in senso liberista. Non solo, circa il 57% dei cittadini russi rimpiangerebbe apertamente proprio il passato sovietico, sostenendo che ci vorrebbe un vero ritorno all’Urss. Troppo poco però per parlare di Urss 2.0, anche se il Kpcrf, il Partito Comunista della Federazione Russa continua a salire nei sondaggi e a conquistare città importanti, vedi Nobosibirsk. Dall’altro canto a una opinione occidentale completamente confusa e intontita dalle bugie del mainstream, conviene mandare in pasto per lo stesso motivo lo spettro dell’Urss 2.0, dal momento che per molti è sinonimo di inefficienza e repressione. Dunque solo una provocazione? Non è detto dal momento che Vladimir Putin,potrebbe trarre vantaggio da una svolta di questo tipo, sicuramente almeno dal punto di vista geopolitico dal momento che ai tempi dell’Urss l’Occidente non osava spingersi così in là come in questi giorni in Ucraina.

Con la sua offensiva nell’Est e nel Sud dell’Ucraina sogna di far rinascere l’impero sovietico“: lo ha detto il premier ucraino Arseni Iatseniuk nel corso di una conferenza stampa a Roma dopo gli incontri con il premier Matteo Renzi e papa Francesco. Vorremmo soffermarci un attimo su questa affermazione di Iatseniuk, il premier della Giunta di Kiev che ha preso il potere grazie ai tumulti di piazza Majdan. Innanzitutto non casualmente Iatseniuk guarda all’Urss come a un “Impero”, il che non sorprende dal momento che la Giunta di Kiev rappresenta la destra Ucraina più nazionalista e antirussa. Peccato che la stessa destra ucraina che ha preso il potere a Kiev sia quella che si riconosce, in gran parte (non la parte democratica e liberista, comunque minoritaria) con i nazionalisti di Bandera che nella Seconda Guerra Mondiale presero le armi contro i sovietici accanto al Terzo Reich. Inoltre, dal momento che l’Impero americano non è mai tramontato e continua ad allungare i suoi artigli verso Est, per quale motivo Mosca non dovrebbe munirsi delle stesse armi per riuscire a tutelare i propri interessi? 

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