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lunedì , 22 maggio 2017
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Lo spettro di Marx spaventa l’Eurogruppo

Lo spettro ingombrante di Marx spaventa l’Eurogruppo. Il presidente Juncker infatti ha parlato di introdurre il salario minimo in tutti i Paesi della zona euro per non perdere “credibilità con la classe operaia”. Ma ormai è troppo tardi…

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La crisi ha distrutto il tessuto sociale europeo e comincia a spaventare anche le “sale del potere”, soprattutto perchè migliaia migliaia di giovani e di lavoratori iniziano ad averne abbastanza, e soprattutto sembrano aver perso ogni residua speranza in una possibile ripresa. A mancare non è tanto il “lavoro” in sè, quando la giustizia, e in primo luogo la percezione della stessa. Sono i dati drammatici sulla disoccupazione dell’Eurozona resi noti nei giorni scorsi che hanno fatto spaventare l’Eurogruppo, il cui presidente, Jean Claude Juncker, ha scomodato nientemeno che Karl Marx, il cui spettro è tornato ufficialmente e prepotentemente ad aggirarsi per l’Europa.

La situazione della disoccupazione ”e’ drammatica, avevamo detto che l’euro avrebbe riequilibrato la societa’ e invece la disoccupazione aumenta“, ha detto Juncker al Parlamento Ue,  ”Iniziamo il 2013 in una situazione nettamente migliore rispetto all’anno scorso,  il 2012 é stato un anno di risultati positivi per la zona euro“. E poi ecco il richiamo a Marx, evocato appunto un pò come uno spettro da tenere a bada, per evitare che torni. Secondo Juncker infatti, si dovrebbe ritrovare una dimensione sociale dell’unione economica e monetaria dell’Europa, “con misure come il salario minimo in tutti i Paesi della zona euro, altrimenti perderemmo credibilità e approvazione della classe operaia, per dirla con Marx. I tempi che viviamo sono difficili, non dobbiamo dare all’opinione pubblica l’impressione che il peggio sia alle nostre spalle perché ci sono ancora cose da fare molto difficili“. Insomma, finalmente qualcuno nelle stanze dei bottoni dell’Europa sembra accorgersi che le cose, negli ultimi anni, sono andate un pò troppo in là, calpestando i lavoratori e la cosiddetta classe operaia, ricacciandola in basso, lontana dai diritti e da un protagonismo faticosamente conquistato in anni di lotte in cui ha agitato proprio, guardacaso, quei simboli propri della classe operaia, quella falce e martello che evoca proprio il filosofo di Treviri e il suo pensiero rivoluzionario.

Ora però potrebbe essere un pò tardi,il salario minimo sembra essere una misura tardiva, una di quelle misure cui si ricorre per evitare il peggio, per blandire quelle folle tumultuose che potrebbero, nei prossimi anni, chiedere conto delle proprie miserabili condizioni a quei governanti che, imperterriti, portano avanti il loro pensiero unico. Strano..hanno detto che Marx e le sue idee sono vecchie, sono prigioniere del XX secolo, o forse hanno solo voluto esorcizzare il loro spettro più temuto?

d.c.

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