Lo Stato Islamico distrugge il patrimonio culturale e artistico di MosulTribuno del Popolo
lunedì , 29 maggio 2017
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Lo Stato Islamico distrugge il patrimonio culturale e artistico di Mosul

L’allarme era già stato suonate sui beni culturali siriani, ora lo Stato Islamico diffonde video in cui miliziani di Mosul distruggono antiche vestigia del passato dal volere inestimabile e risalenti a circa 3000 anni fa. Una barbarie vergognosa, l’ennesima, che avviene sotto gli occhi del mondo che preferisce rimanere a guardare. 

La furia dell’Isis non risparmia i beni culturali, i reperti archeologici e le opere d’arte. Questo lo si sapeva, del resto già i talebani afghani, gli stessi che erano stati finanziati dagli Usa per combattere contro l’ “invasione” sovietica avevano fatto lo stesso facendo detonare statue millenarie. Questo tipo di barbarie è particolarmente vergognosa in quanto distrugge il passato di intere civiltà e la loro cultura, e soprattutto avviene impunemente senza che nessuno della comunità internazionale faccia cioè assolutamente nulla. L’ultima di queste barbarie è avvenuta a Mosul, la capitale irachena dell’autoproclamato Stato Islamico, dove l’Isis ha diffuso un video nel quale alcuni miliziani all’interno di un museo di Ninive hanno fatto letteralmente a pezzi statue e bassorilievi antichi, alcuni di quasi 3000 anni fa. Ma del resto in Siria i miliziani dell’Isis avevano già distrutto molti beni archeologici con la comunità internazionale che a parole sostiene di volerli contrastare ma nella realtà non fa assolutamente nulla. In Siria infatti gli Stati Uniti si rifiutano di allearsi con Assad che è ancora il principale nemico di Washington, di conseguenza fin tanto che la Casa Bianca continuerà con questo modus operandi l’Isis continuerà a rinfocolare la guerra a tutto detrimento della popolazione civile e dei beni archeologici che anzi vengono trafugati e venduti dai miliziani. Addirittura i miliziani hanno anche distrutto parte della cinta muraria di Ninive posta alla periferia di Mosul, e il timore è che continueranno nei prossimi mesi. Il video che documenta la distruzione delle statue è stato diffuso da un account twitter del Califfato secondo la cui dottrina non sono ammissibili raffigurazioni di divinità o altri esseri viventi. Ma l’Isis è responsabile anche di aver bruciato diversi libri considerati empi, e infatti qualche giorno il direttore della biblioteca pubblica di Mosul aveva denunciato che l’Is avrebbe bruciato qualcosa come ottomila tra libri antichi e manufatti. Si tratta di un danno “incalcolabile” al patrimonio dell’umanità avvenuto con la complicità di tutte le potenze occidentali che, al posto di porre fine alla follia dello Stato Islamico, preferiscono giocare alla guerra in Ucraina.

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