L'oblio dell'Occidente sui diritti umani in TurchiaTribuno del Popolo
domenica , 26 marzo 2017
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L’oblio dell’Occidente sui diritti umani in Turchia

Come mostrato in un servizio di #Piazzapulita e come ribadito da più fonti, in Turchia  migliaia di bambini siriani verrebbero fatti lavorare nelle fabbriche 12 ore al giorno e l’80% di loro non andrebbe più a scuola. Eppure per l’Ue Ankara è un saldo alleato del “mondo libero”…

Ognuno può lecitamente sostenere quello che vuole ma uno dei vantaggi di internet è che chi vuole può sempre cercare di approfondire alcune tematiche in modo così da non doversi sorbire la versione offerta dai media. La versione di cui si parla è quella della Turchia come alleato delle democrazie contro Isis e Assad, una versione che prende acqua da tutte le parti dal momento che Erdogan in Turchia ha realizzato una vera e propria torsione autoritaria che lascia però completamente indifferenti le anime belle della società civile occidentale che oramai si indigna solo su ordinazione seguendo pedissequamente gli schemi riproposti dai media mainstream. Come dimostrato dalla trasmissione #PiazzaPulita e anche da diversi articoli di giornali come Il Manifesto però, in Turchia migliaia di bambini profughi siriani verrebbero fatti lavorare 12 ore al giorno nelle fabbriche per una paga da fame ed esposti ad abusi di ogni genere. Noi, giusto per chiarire, diamo milioni alla Turchia per accogliere i profughi, ed è questo quindi lo scenario a cui, indirettamente, contribuiamo a condannarli. Su tutti un dato agghiacciante offerto dall’Unicef secondo cui ci sarebbero qualcosa come 2,8 milioni di profughi siriani in Turchia di cui circa la metà minorenni. Non solo, ben l’80% di questi bambini non va più a scuola e viene sfruttato in catena di montaggio con turni massacranti di fronte all’ignavia del “mondo libero”. Non ci risulta che nella Libia di Gheddafi o nella Siria di Assad ci siano mai stati milioni di minori fatti lavorare nelle industrie, eppure quelli erano dittatori spietati mentre la Turchia un “paese amico”. Metteteci che questi bambini siriani lavorano per marchi come H&M e Next, come riferito proprio dal Manifesto:

A febbraio nello scandalo del lavoro minorile in Turchia erano finiti giganti europei, i britannici H&M e Next. Le due compagnie avevano rivelato che le fabbriche locali da cui si rifornivano impiegavano minori siriani. Una galassia ben più ampia, ma occulta che lega a doppio filo la fortezza Europa al suo cane da guardia, Ankara: tante altre aziende non hanno risposto alle legittime domande sull’impiego di rifugiati; altre hanno negato, come Nike, Puma e Adidas.

Fonti Utili:

http://www.huffingtonpost.it/2016/02/01/bambini-siriani-hm_n_9129588.html

http://ilmanifesto.info/abusati-e-schiavizzati-la-vita-dei-bambini-siriani-in-turchia/

Photo Credit: https://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/0/08/Arbat_Transit_Camp_3-3-2014.jpg

By Cmacauley (Own work) [CC BY-SA 3.0 (http://creativecommons.org/licenses/by-sa/3.0)], via Wikimedia Commons

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