L'ombra del default culturale spaventa l'EuropaTribuno del Popolo
mercoledì , 26 luglio 2017
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L’ombra del default culturale spaventa l’Europa

Tutti parlano del possibile deafult Usa e della crisi economica dell’Unione Europea. Ma come mai nessuno parla del default culturale già avvenuto, i cui danni potrebbero essere molto peggio?

Il default Usa fa paura, così come fa paura la crisi economica non tanto perchè esiste, ma per via delle risposte scelte dalla Bce e dai vari governi per affrontarla, ovvero farne pagare il prezzo solo ed esclusivamente ai cittadini. Dite che non è vero? Si fa in fretta a trovare conferme alla nostra affermazione: negli ultimi tre anni l’1% del mondo ha letteralmente messo le mani sul 46% della ricchezza mondiale, aumentando i propri introiti segno che la crisi, se crisi possiamo chiamarla, non è tale per tutti. E non può apparire casuale che l’Fmi, la Bce e gli altri organi non facciano assolutamente nulla per impedire che nei vari Stati con i conti in “disordine” la crisi venga pagata dalle fasce sociali più deboli e dai giovani. A ben guardare non c’è proprio nulla di strano, sembra tutto fin troppo coerente con quello che è il pensiero forte che ispira chi ci governa e chi governa l’Europa. Lo stato sociale viene visto come una vestigia inutile del passato, come un serbatoio dal quale attingere a piene mani per rimpolpare i conti delle banche e della finanza, i settori che hanno determinato la crisi e che non hanno mai pagato per questo. In questo contesto drammatico si assiste parallelamente anche a un vero e proprio “default culturale”, esattamente quello che serviva per rendere accettabili politiche che, fino a dieci anni prima, sarebbero state bollate come estremistiche e sbagliate. Così non può apparire casuale che in Europa si assista a un rifiorire della marea montante della xenofobia e del razzismo, una edizione moderna della guerra tra poveri che serve ai poteri forti per tenere sotto scacco la massa di sfruttati che pagano sulla loro pelle la crisi economica. Il default culturale, quello sì, sembra essere già avvenuto, sbriciolando una sinistra che non sa più nemmeno in cosa credere perchè forzata a prendere le distanze da se stessa. Quello che non si vuole capire è che sin quando la sinistra giocherà a battere le destre accettando i loro schemi (che sono quelli che vanno per la maggiore nel mondo occidentale), non riuscirà mai a proporre un reale anelito di alternativa, e allora l’unica scelta per cittadini sfruttati sarà, come al solito, cedere alle sirene del populismo e dell’intolleranza.

photo credit: <a href=”http://www.flickr.com/photos/davideoliva/5975566958/”>Davide “Dodo” Oliva</a> via <a href=”http://photopin.com”>photopin</a> <a href=”http://creativecommons.org/licenses/by-sa/2.0/”>cc</a>

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