L'ombra dell'Isis su PalmiraTribuno del Popolo
sabato , 29 luglio 2017
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L’ombra dell’Isis su Palmira

Da tempo dell’Isis non si parla più molto, eppure i miliziani del Califfato sarebbero arrivati a pochi chilometri da Palmira, uno dei più belli siti archeologici del mondo e catalogato come patrimonio dell’umanità dall’Unesco. Se i jihadisti dovessero devastarlo si tratterebbe di una tragedia senza fine, che andrebbe impedita ad ogni costo. 

Dello Stato Islamico non si parla da un pò, forse perchè sia in Iraq che in Siria ultimamente le cose non vanno troppo bene per il Califfato nero, messo sulla difensiva dall’offensiva lanciata da Baghdad su Tikrit e dai continui combattimenti in Siria con le forze governative. Nella giornata di ieri però i jihadisti neri del Califfato sarebbero riusciti ad arrivare a due chilometri da Palmira, il più bel sito archeologico della regione e uno dei più belli al mondo, catalogato dall’Unesco come patrimonio dell’umanità. Si tratta della “Sposa del deserto”, la splendida città costruita dai romani e che ha resistito ai secoli per arrivare fino a noi in condizioni strabilianti. Nella giornata di ieri i jihadisti dell’isis avrebbero tentato una grande offensiva su Palmira ma sarebbero stati intercettati dai soldati siriani; ne è nato un confronto a fuoco serrato con i jihadisti che avrebbero lasciato sul campo almeno 110 combattenti secondo l’Osservatorio Siriano per i Diritti Umani. I miliziani neri si sarebbero assestati nella cittadina di Sukhna a meno di trenta chilometri dall’antica Palmira, dove avrebbero ucciso anche una trentina di cittadini per rappresaglia. Da qui la decisione del direttore dei beni culturali siriani di lanciare un appello alla comunità internazionale per salvare Palmira dalla furia iconoclasta dei jihadisti, che potrebbero riservare a Palmira lo stesso destino che hanno riservato ai siti archeologici del nord dell’Iraq. Non solo, nella zona vivono anche 60.000 persone che andrebbero preservate dalla furia dello Stato Islamico che, se dovesse mettere le mani su Palmira, metterebbe a repentaglio uno dei più bei siti archeologici al mondo.  Maamou Abdulkarim, direttore dei musei siriani, ha detto chiaramente: “la comunità internazionale deve mobilitarsi prima e non dopo la distruzione. Se lo Stato Islamico entra a Palmira, la città sarà certamente distrutta e sarà una catastrofe internazionale poiché sarà impossibile proteggerne la sua antica architettura. Verranno ripetute le barbarie selvagge fatte a Nimrud, Hadra e Mossul”. Resta da chiedersi come mai la coalizione anti-Isis a guida americana non colpisca lo Stato Islamico che tenta ti avvicinarsi a Palmira e non presti supporto all’esercito siriano che, piaccia o meno Assad, rimane l’unica forza organizzata in grado di combattere con l’Isis in territorio siriano.

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