Londra 2012. La festa nasconde la miseria sotto il tappeto | Tribuno del PopoloTribuno del Popolo
sabato , 25 marzo 2017
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Londra 2012. La festa nasconde la miseria sotto il tappeto

L’Inghilterra è bardata a festa per celebrare i giochi Olimpici. Non si bada a spese, nonostante la crisi, e Sua Maestà potrà sorridere, le telecamere immortalano le bellezze di Londra, stando ben lontane dai quartieri dove un anno fa si consumava la rivolta che faceva tremare tutta la Gran Bretagna. Lontano dalle luci colorate degli sponsor e dal fiume di turisti, migliaia di persone vivono sotto il livello di povertà. A loro le Olimpiadi non hanno portato nemmeno una sterlina.

Le tv immortalano il giovane principe William tutto imbellettato mentre sorride felice godendosi i suoi giochi. Anche Sua Maestà sarà felice, le Olimpiadi portano gli occhi di tutto il mondo su Londra, e ovviamente le telecamere fanno in modo di non indugiare sugli aspetti meno felici, quelli che è meglio lasciare nell’ombra insomma, lontano da sguardi indiscreti, un pò come quando si nasconde la polvere sotto al tappeto. Così sembra che la rivolta urbana di un anno fa che infiammò il quartiere di Tottenham non sia mai avvenuta, mentre i quartieri degradati di Londra in realtà sono ancora lì, lontano dalle gare olimpiche e dall’attenzione dei voraci media. Dodici mesi fa i tumulti scoppiarono proprio nel quartiere di Tottenham e da lì si diffusero a macchia d’olio per tutta la capitale, raggiungendo poi persino Manchester e Birmingham. Dodici mesi dopo però la periferia Est di Londra è ancora una autentica polveriera e il governo ha non ha speso nemmeno una sterlina per cercare di riqualificare la zona e di portare un pò di servizi alla popolazione. La rivolta si concluse con 3100 persone arrestate, 1100 condannate, violenze, incendi, saccheggi che portarono a ben cinque morti, e persino danni al patrimonio pubblico e privato quantificabili in oltre 200 milioni di sterline. Un anno dopo nessuno ha fatto nulla per aggiustare i palazzi anneriti dagli incendi, e nessuno ha cercato di capire la rabbia di un quartiere. Il problema del degrado si è risolto nell’unico modo con cui la Gran Bretagna ha mostrato di approcciarsi ai problemi sociali: con la repressione. A parte le migliaia di arresti infatti, nessuno ha fatto nulla, e i dibattiti si sono presto inariditi lasciando spazio ai commenti tecnici sulle Olimpiadi. Harringey, distretto di cui Tottenham fa parte, rappresenta una delle aree a più alta densità abitativa della capitale, composto per oltre la metà da  minoranze etniche. In questo quartiere ben il 55% della popolazione vive sotto la soglia della povertà. Può sembrare incredibile guardando i grandi magazzini e i giardini ordinati della capitale inglese, eppure nel ventre della Gran Bretagna esistono i poveri, poveri per cui Sua Maestà non sembra avere intenzione di fare nulla. Qualcuno nel quartiere avrebbe almeno voluto le briciole della grande abbuffata olimpica, ma è stato negato loro anche questo. David Lammy, parlamentare laburista che si è occupato da vicino del quartiere (uno dei pochi), ha così commentato la situazione: “Secondo me c’è il serio rischio che i riots si ripresentino. Non c’è lavoro, la gente non ha casa e l’incertezza globale si fa sentire Le Olimpiadi hanno portato tanti investimenti economici a Londra e nulla, proprio nulla, è arrivato a Tottenham. Non abbiamo visto un soldo. Qui la gente sta male, e la situazione potrebbe esplodere da un momento all’altro”.

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  1. La politica di tutti gli stati che vogliono apparire perfetti ed invece nel profondo sono feriti e lacerati dall’insoddisfazione dei propri popoli.

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