Londra sceglie il Brexit, è la fine dell'Ue?Tribuno del Popolo
lunedì , 18 dicembre 2017
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Londra sceglie il Brexit, è la fine dell’Ue?

Il “tappo” è saltato, il Brexit ha vinto e avrà gravi ripercussioni politiche per la tenuta dell’Ue. Esulta Farage, crolla la sterlina e soprattutto anche Scozia e Irlanda del Nord ora potrebbero scegliere di staccarsi dal Regno Unito per rimanere in Ue. Insomma l’Ue è a un passo da crollo, il che è molto positivo, ma uscirne da “destra” potrebbe portare a scenari preoccupanti. Ben presto potremmo trovarci tra l’incudine dell’Ue dei banchieri e il martello dell’uscita da destra. 

Si possono dare due diverse interpretazioni della clamorosa vittoria del “Leave” in Gran Bretagna che rischia di compromettere la tenuta dell’Unione Europea. In realtà la notizia dovrebbe essere positiva in quanto si potrebbe dire che finalmente si sta ponendo fine a una Unione Europea che sta letteralmente strangolando i paesi membri, ma osservando la Le Pen, Salvini e tutta l’estrema destra europea è facile rendersi conto plasticamente delle preoccupanti prospettive che si apriranno ora. Certo, l’Ue è sbagliata e funziona male, sarebbe bello uscirne, ed è quello che devono aver pensato il 52% dei cittadini britannici che hanno deciso di votare per il “Leave”. Cameron si è subito dimesso e ora anche la Scozia e l’Irlanda del Nord potrebbero chiedere l’indipendenza dato che il “Remain” ha vinto da quelle parti.

Insomma si potrebbe dire che uscire dall’Europa è una cosa positiva visto che questa Europa è un regalo alle banche (basti vedere chi sono quelli più tristi per il Brexit), ma è anche una notizia negativa in quanto l’uscita dall’Ue non verrà gestita da sinistra ma da destre xenofobe e parafasciste che troveranno di fronte a sè praterie sterminate sfruttando il malcontento popolare. Del resto la Le Pen ha subito esultato alla vittoria del Brexit di Farage in quanto è stato creato un precedente, e ora chi impedirà anche in Francia di realizzare un referendum sull’Ue ?

Ora Londra dovrà negoziare i suoi rapporti con Bruxelles, ma anche con Islanda, Norvegia e Liechtenstein, paesi che non sono nell’Ue ma che aderiscono allo Spazio economico europeo. Ma questo non interessa a chi, stanco di una Ue dal volto dei banchieri, ha deciso di far saltare il tappo. Da un lato quindi i cittadini britannici hanno dimostrato che è possibile forse recuperare la propria sovranità e hanno dato una lezione amarissima a tutti gli apologeti dell’Europa a tutti i costi. Il mondo dunque è cambiato, ma sarà difficile dire se è cambiato in meglio o in peggio dal momento che personaggi come Farage non sembrano poter condurre verso scenari positivi. Ma il vero frutto della vittoria del Brexit è il collasso dell’Ue, anche se nessuno ne parla diventerà impossibile impedire alla Le Pen di guidare il Frexit, e tutti gli anti-europeisti prenderanno milioni di voti mettendo a nudo l’insipienza di chi si è definito per una vita di sinistra confondendo gli obiettivi della sinistra con l’europeismo a tutti i costi.

L’Unione Europea è indifendibile ed è ormai semplicemente una entità che non esiste già più nel cuore degli europei in quanto ha fallito, e ha fallito in modo talmente clamoroso che molti voterebbero di uscirne a qualsiasi costo, incuranti delle conseguenze. Ora però bisognerebbe interrogarsi sul come mai la sinistra ha deciso di lasciare all’estrema destra la critica dell’Ue, anche se ormai è troppo tardi in quanto la vittoria del #Brexit avvantaggia proprio personaggi come Le Pen e Farage che se non altro hanno visto premiata la propria linea politica.

Tribuno del Popolo

 

 

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