L'orsa "Daniza" tra cinismo e commozione del webTribuno del Popolo
domenica , 22 ottobre 2017
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L’orsa “Daniza” tra cinismo e commozione del web

L’orsa “Daniza” è morta, uccisa dai proiettili narcotici sparati per catturarla dopo aver aggredito un cercatore di funghi nei giorni scorsi che curiosava nel suo territorio. Il web è letteralmente insorto accusando la regione Trentino e le istituzioni di negligenza e minacciando boicottaggi di massa. La morte di “Daniza” ci indigna e ci addolora ma ci induce una riflessione su come ormai la morte di altri esseri umani lasci indifferente l’opinione pubblica.

Prima una premessa obbligatoria: Siamo molto tristi e delusi dalla morte dell’orsa Daniza e speriamo che chi ha sbagliato uccidendola paghi o che comunque venga fatta piena luce sull’accaduto. Questa premessa è necessaria perchè non vogliamo poi leggere commenti di animalisti furibondi che ci accusano di cinismo o menefreghismo nei confronti degli animali. Fatta questa opportuna premessa però vorremmo affrontare il problema da un altro punto di vista. La morte di “Daniza” ha suscitato lo sdegno nel web di decine di migliaia di utenti che hanno cominciato a bersagliare la regione Trentino e le istituzioni di offese e accuse di ogni sorta arrivando persino a proporre boicottaggi dei prodotti locali. Si sprecano i commenti contro la violenza nei confronti degli animali, commenti che condividiamo, tuttavia il fatto che la morte di un’orsa abbia scatenato un’ondata di indignazione globale mentre la morte quotidiana di centinaia di esseri umani che subiscono torture, violenze e bombardamenti ormai lasci quasi indifferenti è un fatto che ci colpisce. Beninteso ognuno è liberissimo di indignarsi per quello che ritiene più opportuno alla propria sensibilità, ma allora anche noi ci indigniamo di fronte a questo andazzo che vede sempre più utenti web dichiarare amore incondizionato nei confronti degli animali e odio e diffidenza nei confronti degli esseri umani. Che poi l’uomo sia responsabile della maggioranza dei danni al pianeta e alla natura è sicuramente vero, ed è assolutamente sacrosanto battersi per i diritti dell’ambiente e degli animali, ancora più sacrosanto chiedere giustizia per quelli che se ne fregano o peggio che si divertono maltrattando gli animali. Ma da qui a imporre una folle classifica in cui gli animali sarebbero “meglio” degli uomini ce ne passa…Frasi come “i cani sono meglio degli uomini” se vengono pronunciate di continuo e con convinzione rischiano davvero per creare una sorta di indifferenza alle sofferenze umane che ci spaventa. E’ invece possibile rispettare gli animali senza però perdere di vista che siamo uomini, e che fin quando ci saranno uomini sfruttati, trattati come bestie e umiliati, sarà molto difficile pretendere che gli esseri umani riescano a rispettare la natura. A noi leggere commenti divertiti e indifferenti per la morte del 17enne a Napoli e leggere decine di migliaia di commenti di dolore straziante per l’orsa Daniza ha preoccupato molto, e il fatto che tutto ciò sia ormai quasi normale ci indica che ormai il processo di indifferenza e di assuefazione alla violenza tra esseri umani è troppo avanzato per tornare indietro. Forse, se chi non rispetta gli animali iniziasse a farlo e chi rispetta solo gli animali iniziasse a indignarsi anche per il dolore degli esseri umani, le cose potranno davvero cambiare.

Fab

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