L'ottimismo di Renzi che diventa fanatismoTribuno del Popolo
martedì , 24 ottobre 2017
Ultime Notizie
Link Sponsorizzati:

L’ottimismo di Renzi che diventa fanatismo

O sei con me, e allora sei ok, oppure sei uno sfigato, un gufo, e da adesso anche una persona che si sente lontana dalla felicità. E’ la visione politica di Matteo Renzi, il tipico moderato in teoria ma che nella pratica si sta mostrando molto più estremista di quanto non si pensasse, portando a coronamento il disegno culturale già voluto da Berlusconi. Ma Renzi è in buona compagnia e nei salotti Tv personaggi alla Beppe Severgnini lavorano per costruire l’illusione collettiva.

Matteo Renzi ormai può permettersi di dire e fare quello che vuole senza timore alcuno di rese nei conti nel suo partito, anche perchè tutti quelli che non la pensano come lui finiscono prima o dopo ai margini, e magari anche alla berlina. Guai a dire qualcosa troppo di sinistra altrimenti lui stesso con quel suo sorrisetto vi appellerà gufi o sfigati, e in questo senso Renzi è degno prosecutore del berlusconismo dato che utilizza più il carisma e la superbia che l’analisi della realtà per controbattere alle critiche dei propri oppositori. Alla fine chi non è con lui, diventa giocoforza un nemico, e anche se Sinistra Italiana per molti motivi non ci convince ha se non altro avuto il merito di mostrare plasticamente agli italiani le contraddizioni interne a un partito, il Pd, che ormai non è nemmeno più di centrosinistra ma semmai di “centrorenzismo” .

Quando attaccano ‘Happy Days‘ non lo fanno perché si sentono lontano da Fonzie, ma perché si sentono lontani dalla felicità“, lo ha detto davvero Matteo Renzi riferendosi alle critiche che gli erano piovute addosso dal palco romano della neonata Sinistra Italiana di Fassina e soci. E in questa frase apparentemente innocua c’è in realtà molto del modo di pensare del premier e della sua formazione umana e politica. Per Renzi insomma essere di sinistra significa amare perdere, e questo nella sostanza è esattamente il concetto che il berlusconismo ha radicato mediante la sua propaganda nel corso di oltre un ventennio. Insomma chi non è felice del renzismo, chi si lamenta e vuole mettere a nudo le contraddizioni e le ingiustizie diventa, diciamolo, un “rompicoglioni”, uno sfigato che deve essere messo nelle condizioni di non nuocere a chi invece, sorridendo, vuole fare qualcosa per l’Italia.

Ma Renzi è in buona compagnia, i suoi demagoghi affollano i salotti Tv spargendo l’ottimismo renziano a piene mani. E’ il caso di Beppe Severgnini, uno di quelli che ama l’America al punto che viene da chiedersi come mai non si trasferisca a New York. Come al solito sorridente lo abbiamo visto a Otto e Mezzo più di una volta declamare le magnifiche sorti progressive dell’operato del renzismo, ad esempio declamando la bellezza dell’Expo di fronte a una spaesata, comprensibilmente, Sabina Guzzanti. Si tratta di chierici abituati a investire di parole persone poco preparate e incapaci di replicare punto su punto, per questo basta davvero poco a mandarli in crisi dal momento che non hanno argomenti, limitandosi a citare luoghi comuni per suscitare determinate emozioni alla pancia della gente. Un ottimismo che stride con la realtà e suona anche come un insulto nei confronti di quel Paese che nè Renzi nè Severgnini sembrano conoscere.

VAI SULLA PAGINA FB DEL TRIBUNO

.

Link Sponsorizzati:

Commenti chiusi.

Link Sponsorizzati:
Scroll To Top