L'Ucraina dell'Est ha scelto per l'autonomiaTribuno del Popolo
martedì , 12 dicembre 2017
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L’Ucraina dell’Est ha scelto per l’autonomia

Mal di pancia per Kiev e l’Occidente dopo che si è svolto il referendum nell’Ucraina dell’Est conclusosi con un plebiscito a favore dell’indipendenza da Kiev. Il referendum è stato un successo nonostante Kiev nelle scorse ore abbia intensificato le operazioni militari, provocando diversi morti. Le autorità di Kiev hanno però detto di non voler riconoscere il referendum.

Alla fine le foto arrivate dall’Ucraina dell’Est hanno mostrato lunghe file di persone in coda per poter votare e dire la propria partecipando così al referendum fortemente voluto dalla comunità russofila per sancire l’autonomia da Kiev. Del resto la Giunta che governa a Kiev ha fatto realmente di tutto per rovinare il referendum, ad esempio intensificando le operazioni militari contro l’Est provocando diversi morti. I soldati e i blindati non hanno comunque fermato i cittadini che, pacificamente, hanno fatto le code per votare. Alla fine i risultati del referendum annunciati a Donetsk hanno mostrato la vittoria per l’autonomia da Kiev; a Lugansk invece i risultati delle votazioni devono ancora essere resi noti. Circa il 90% dei votanti della regione di Donetsk ha votato per l’indipendenza politica da Kiev, e il capo della Commissione Elettorale Centrale della auto-proclamata Repubblica del Popolo di Donetsk, Roman Lyagin, ha dichiarato: “L’89,07% delle persone ha votato a favore, il 10,19% ha votato contro e lo 0,74% dei voti è stato annullato“. Anche a Lugansk la vittoria per l’indipendenza è data per scontata, una risposta netta e chiara dell’Ucraina dell’Est a Kiev, che continua ad alimentare una retorica aggressiva chiamando i filorussi “terroristi”. L’affluenza alle urne comunque non è stata inficiata dalla paura, basti pensare che a Donetsk ha raggiunto il 74,87% mentre a Lugansk l’81%, una risposta chiarissima alle autorità autonominatesi di Kiev che ora sbraitano cercando di definire illegale la consultazione. Nel mentre le bande di estrema destra della Guardia Nazionale sparavano sulla folla a Krasnoarmeysk uccidendo due civile che stavano protestando contro il loro tentativo di assediare un presidio elettorale.  Ora il prossimo step sarà stare a guardare cosa succederà dal momento che Vyacheslav Ponomaryov, il sindaco di Slavyansk, dove sono accaduti gli scontri più pesanti con l’esercito di Kiev, ha detto che il prossimo obiettivo sarà stringere legami più intensi con Mosca. Dal momento che gli Usa, l’Ue e Kiev non riconoscono il referendum si andrà probabilmente a una prova di forza, con la differenza che ora i filorussi hanno dimostrato democraticamente di essere la maggioranza in tutta l’Ucraina dell’Est e di avere il totale appoggio della popolazione. A dir poco grottesca poi la reazione del portavoce del Dipartimento di Stato Usa, Jen Psaki, che ha commentato: “Se questi referendum andranno avanti, violeranno la legge internazionale e l’integrità territoriale dell’Ucraina. Gli Usa non riconosceranno i risultati di questi referendum illegali“. Bizzarro dal momento che la Casa Bianca ha invece riconosciuto un governo completamente illegale dal momento che Yanukovich è stato allontanato senza rispettare la legge ucraina. 

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