L'Ue e il debito come nuovo colonialismoTribuno del Popolo
lunedì , 29 maggio 2017
Ultime Notizie
Link Sponsorizzati:

L’Ue e il debito come nuovo colonialismo

Il meccanismo del “debito” è uno strumento  da sempre utilizzato per controllare paesi più deboli. Il “neocolonialismo” è basato proprio sul ricatto della spirale debitoria, laddove la restituzione di debiti contratti da altri diventa più importante del benessere e del rispetto degli esseri umani. Così, se il nazismo era aberrante in quanto cercava di dividere gli uomini su base razziale, anche il neoliberismo si mostra altrettanto disumano dividendo sulla base del “denaro” e del “rating”. 

“Tutti gli esseri umani nascono liberi ed eguali in dignità e diritti. Essi sono dotati di ragione e di coscienza e devono agire gli uni verso gli altri in spirito di fratellanza.” 

Quello riportato qui sopra è semplicemente il primo articolo della Dichiarazione dei diritti dell’uomo, peraltro un documento prodotto dagli stessi Alleati all’indomani delle atrocità naziste della Seconda Guerra Mondiale. Nel 1945 le Nazioni Unite allegarono tale Dichiarazione al proprio stesso statuto, mostrando quindi delle finalità ben precise. A oggi possiamo dire tranquillamente senza tema di venire smentiti che tali dichiarazioni sono lettera morta. A dispetto di retorica e belle parole sempre ostentate da politici e addetti ai lavori, appare chiaro come la realpolitik se ne infischi dei buoni sentimenti. Il nazifascismo ha aggiunto alla violenza della guerra quel quid in più derivante dalla follia della discriminazione razziale, non a caso il nazismo è diventato giustamente paradigma stesso del “male” ingiustificato. Oggi tali barbarie sembrano lontane, quasi sfuocate, e in molti hanno pensato che fosse impossibile il ritorno delle barbarie dopo tutto quel sangue versato.  Ed in effetti oggi a dominare il mondo è l’ideologia neoliberista, in teoria niente altro che un pensiero innocente, nè di destra nè di sinistra, ma nella realtà qualcosa di molto ma molto peggio. Secondo il neoliberismo non è più il colore della pelle o la razza a determinare differenze tra gli uomini, bensì il denaro. A decidere le persone “meritevoli” da quelle “inutili” non è più l’appartenenza a un ceppo o a una etnia, bensì il suo patrimonio.

Non ci credete? Pensate che sia un paragone troppo estremo? Pensate a quanto hanno realizzato le “democratiche” potenze europee ai danni dell’Africa in pieno XX secolo, anche molto dopo la Seconda Guerra Mondiale. Quando nel Secondo Dopoguerra i paesi africani hanno ottenuto la sovranità e l’indipendenza infatti le potenze europee hanno continuato a tenerle avvinte con i legami del debito, impedendo quindi che tali paesi potessero riprendersi. Le catene del debito sono catene invisibili, catene che lasciano forse la “coscienza pulita” a chi tira i fili ma che uccidono allo stesso modo dei fucili e del filo spinato. Se poi qualcuno alzasse la testa per provare a stracciare il debito, vedi Thomas Shankara del Burkina Faso, ecco che arriva l’eliminazione fisica, perchè non deve esistere un altro modo di vedere la realtà che aggiri il peso del denaro, e del debito.

Pensate ora alla Grecia, in piena Europa, la culla del progressismo e della democrazia. Ebbene anche qui il denaro e i debiti vengono considerati più importanti degli esseri umani, in palese contraddizione peraltro con i diritti che l’Occidente dichiara di voler servire. A causa di debiti miliardari contratti da una classe politica rapace e di conti contraffatti, un intero popolo è stato sostanzialmente sacrificato sull’altare dei mercati. Si è deciso che un popolo, i greci, non vale più nulla in quanto ha “perso la fiducia internazionale”. Un popolo intero diviene “inferiore” per l’incapacità di gestire i conti, e come tale viene trattato, alla stregua di una colonia da trattare a proprio piacimento e con la coscienza pulita perchè in questo mondo il peccato peggiore è appunto quello di non restituire i debiti contratti da qualcun’altro a proprio vantaggio. E’ così difficile capire che il pescatore greco medio faticava a sbarcare il lunario anche dieci anni fa e che non si è di certo arricchito a causa di questi conti contraffatti. Eppure sarà lui ed è lui a pagarne il prezzo, e tutto questo è del tutto normale per le istituzioni europee, che avendo sposato il neoliberismo non riescono a capire che il mondo in realtà dovrebbe essere altro. Non riescono a vederlo un mondo differente in quanto fanatici del “Dio Mercato”, e dividono gli uomini in “virtuosi” e “non virtuosi” solo sulla base del denaro e della capacità di pagamento dei debiti.

Anche la democrazia e la libertà di dire quello che si vuole non vale quando si parla di Economia e Neoliberismo. Il sistema economico infatti non è sindacabile nè trattabile, deve essere questo e basta. E se qualcuno mai proponesse di guardare le cose da un’altra prospettiva, ecco che il sistema mediatico si affretterà a farlo passare per un “radicale”, un “estremista”, o peggio un “utopista”. Ecco che i media cominceranno a spulciare nella sua vita azionando la “macchina del fango” perchè il “pensiero unico” resta tale solo se si eliminano tutti i concorrenti prima che diventino pericolosi. E Tsipras e la Grecia, forse, stavano diventando pericolosi.

Gracchus Babeuf

VAI SULLA PAGINA FB DEL TRIBUNO

 

 

Link Sponsorizzati:

Commenti chiusi.

Link Sponsorizzati:
Scroll To Top