L'Ultima crociata di KerryTribuno del Popolo
venerdì , 24 novembre 2017
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L’Ultima crociata di Kerry

John Kerry, segretario di Stato Usa, ha rilasciato una intervista a “la Stampa” nella quale ha esortato ancora una volta l’Europa a unirsi nell’erigere un muro nei confronti della Russia. 

John Kerry, lo stesso che esattamente un anno fa giurava di avere in mano le prove che inchiodavano Assad e Damasco di fronte al mondo riguardo all’attacco con armi chimiche di Ghouta, in Siria, oggi ha nuovamente invitato l’Europa a seguire gli Usa in una sorta di nuova crociata ideologica contro la Russia. Il nostro riferimento alla Siria non è casuale, Kerry in quei giorni si presentò in tv annunciando che gli Stati Uniti avrebbero attaccato la Siria in quanto responsabile di un attacco chimico, Kerry mentì sapendo di mentire dal momento che l’attacco chimico, come venne poi ricostruito in seguito, sarebbe stato in realtà effettuato dagli stessi jihadisti siriani proprio per provocare l’intervento americano. Alla fine solo l’intervento di Mosca impedì la giustizia sommaria di Kerry, che ovviamente sarebbe stato ben contento di bombardare Damasco per portarci la “democrazia”. Oggi quello stesso Kerry ha concesso una intervista a “la Stampa” nella quale ha parlato a tutto tondo, della Russia e anche dell’Ucraina. Kerry ha continuato ad accusare Mosca dell’escalation militare in Ucraina, non una parola sulle violazioni del diritto internazionale da parte di Kiev e sulla presenza di nazionalisti neonazisti nelle fila del governo. Una visione del tutto unilaterale e parziale che viene però venduta come misurata e oggettiva dai media italiani e occidentali. Ha fatto anche un prevedibile riferimento all’abbattimento del volo Mh17 della Malaysian Airlines, accusando i separatisti filorussi dell’accaduto anche se, a oggi, non è stata trovata alcuna prova credibile. Al contrario, secondo la stampa tedesca sarebbero stati rinvenuti sui resti del volo dei fori da mitragliatrice, il che smentirebbe la dinamica ricostruita dagli Usa. Kerry ha poi parlato anche dei fatti nostri esprimendo un prevedibile apprezzamento per il premier Renzi, non a caso diremmo noi dal momento che il premier italiano agisce in completa sintonia con gli Stati Uniti. Infine la perla, ovvero l’apertura di Kerry all’accordo Ttip: “vogliamo portare la partnership commerciale a un livello superiore per promuovere l’innovazione e la creazione del lavoro“. Inutile dire che il Ttip ovviamente non sarà questa panacea di ogni male che viene presentata da Washington, anzi, spingerà sempre di più l’Europa tra le braccia degli Stati Uniti, obbligando così la stessa Europa a seguire la Casa Bianca nelle sue follie belliche nei confronti di Mosca. Preoccupa infatti la miopia grossolana con la quale gli Usa suonano i tamburi della guerra nei confronti della Russia, sembra quasi che si cerchi di alzare la temperatura in attesa di una scintilla, il che, ovviamente, non è una bella notizia per tutti noi.

photo credit: <a href=”https://www.flickr.com/photos/nostri-imago/2978962210/”>cliff1066™</a> via <a href=”http://photopin.com”>photopin</a> <a href=”http://creativecommons.org/licenses/by/2.0/”>cc</a>

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